Venerdì 12 aprile 2024, ore 18:06

Lavoro

Studi professionali: rinnovo contrattuale per oltre 600mila

Aumenti salariali dignitosi e aggiornamento della normativa alla evoluzione del settore e alle previsioni legislative vigenti. Questi tra gli obiettivi centrati dal rinnovo contrattuale per gli oltre 600mila dipendenti (in gran parte donne) di Studi e attività professionali. L’ipotesi di accordo è stata siglata con l’associazione datoriale Confprofessioni. 
Il contratto, con vigenza triennale dal 1° marzo 2024 al 28 febbraio 2027, riprende, innova e migliora l'impianto del precedente scaduto nel 2018. Sulla parte economica l'intesa definisce un aumento contrattuale di 215 euro mensili a regime per il terzo livello, da riparametrare per gli altri livelli. Previste quattro tranche di erogazione: 105 euro con la retribuzione del mese di marzo 2024; 45 euro con la retribuzione del mese di ottobre 2024; 45 euro con la retribuzione del mese di ottobre 2025; 20 euro con la retribuzione del mese di dicembre 2026. L'intesa stabilisce anche la corresponsione dell'una tantum, pari a 400 euro, erogata in due tranche: 200 euro a maggio 2024 e 200 euro a maggio 2025. L'accordo interviene sulla sfera di applicazione, con l'inserimento di alcune figure professionali. Inoltre, con riferimento al sistema di classificazione del personale, in ragione della dinamicità del settore e della importante innovazione tecnologica e digitale che lo investe, viene istituito un gruppo di lavoro con il compito di aggiornare la declaratoria contrattuale. Sull'assistenza sanitaria integrativa erogata da Cadiprof l'accordo dispone un incremento di 5 euro del contributo al fine di introdurre nuove prestazioni anche a vantaggio dei familiari dei dipendenti degli studi professionali. Il testo, spiegano le sigle di categoria, conferma e precisa ulteriormente le coperture delle prestazioni erogate dalla bilateralità anche in favore delle figure con rapporto di lavoro autonomo non titolari.
"Ora occorre proseguire in questo percorso nel solco della contrattazione - commenta con soddisfazione Davide Guarini, segretario generale Fisascat Cisl - e definire i rinnovi contrattuali attesi da milioni di addetti nei settori del terziario di mercato, un passo necessario per garantire condizioni di lavoro adeguate e in linea con gli standard attuali del mercato del lavoro. E’ necessario infondere una nuova vitalità alla funzione macroeconomica della contrattazione collettiva. Questa prospettiva - ha chiosato Guarini - implica l’urgenza di riformulare e potenziare il ruolo svolto dalla contrattazione collettiva nel determinare aumenti salariali che non solo tutelino il potere di acquisto dei lavoratori, ma che contribuiscano anche a sostenere i consumi interni. In un periodo storico delicato, dove i dati delineano una realtà in cui le donne risultano essere il soggetto più vulnerabile del mercato del lavoro - sottolinea la Fisascat - l'intesa mira a rispondere a questa sfida, particolarmente evidente negli studi professionali. Un aspetto cruciale dell'accordo è la promozione della conciliazione tra tempi di vita e lavoro, un obiettivo raggiunto attraverso la regolamentazione dello smart working. Questa modalità di lavoro non solo offre alle lavoratrici l'opportunità di gestire i propri impegni personali e professionali, ma contribuisce anche a ridurre le disparità di genere nel mondo del lavoro. Migliorato anche il trattamento economico durante l’astensione per maternità.
"Un'ottima notizia l'intesa raggiunta - chiosa Luigi Sbarra, leader Cisl. Garantiti nuovi diritti e tutele a favore di questi lavoratori che per il 90% sono donne".
Ce.Au.

( 19 febbraio 2024 )

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