Martedì 25 gennaio 2022, ore 17:23

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Recensioni

Alla radice dei grandi sentimenti

di ELIANA SORMANI

Una serie di cinque volumi, intitolata “I grandi miti”, suddivisi tematicamente (Libertà, Resilienza, Amore, Coraggio e Ribellione), scritti da Greta Castrucci e curati da Giuseppre Zanetto, docente di Letteratura Greca presso l’Università Statale di Milano, è quanto propone la casa editrice Piemme nella collana Pickwich, per parlarci di grandi sentimenti partendo proprio dalle loro radici, riscontrabili nei miti che hanno contraddistinto la storia dell’uomo a partire dalla cultura greca. In un formato quasi tascabile, in nemmeno duecento pagine per volume, Greta Castrucci, dottoressa in Letteratura greca, ripercorre il mondo antico cercando così di farlo rivivere nella realtà contemporanea.

L’attualizzazione dei temi si percepisce fin dalla scelta dei colori sgargianti, quasi fosforescenti, delle copertine, allusione al modo frizzante con cui i diversi sentimenti vengono trattatati. Con un linguaggio fluido ed accattivante gli argomenti vengono sviscerati nei loro molteplici e diversi aspetti, risvegliando nel lettore l’interesse verso un mondo passato che ha ancora molto da dirci, a partire dal tema della Libertà, fiamma (come il logo presente già in copertina) che ha infervorato gli animi di ieri come di oggi.

Sempre più spesso si sente parlare di libertà, (in greco Eleftherìa) ma senza soffermarsi sul suo valore effettivo, valore ”fondativo” per il mondo ellenico, nato in contrapposizione al concetto di schiavitù. A partire da Zeus Eleutherios a Dioniso, dio dell’ebrezza e della liberazione dagli affanni umani, il mondo mitologico greco annovera una serie infinita di esempi in cui la libertà viene vissuta e rappresentata, non solo come condizione fisica ma anche morale e interiore. Anche se in Omero non compare mai esplicitamente questo valore, in realtà si parla di libertà come diritto negato agli schiavi e in particolare facendo riferimento alle figure femminili che, parte di un bottino di guerra, perdevano la loro libertà. Omero ce ne parla nell’Iliade attraverso Andromaca, moglie di Ettore, unica figura femminile attiva dell’opera epica, il cui destino sarà quello di divenire schiava. Da Euripide ad Eschilo la tragedia greca si fa portavoce di questo alto valore in contrapposizione alla schiavitù, portando alla nascita anche dei grandi eroi liberatori, da Teseo,

mitico re di Atene che libera la città dal terribile Minotauro, ad Aristomene, figura tra storia e fantasia, che guida la rivolta messenica contro Sparta. Non esiste solo una libertà in senso fisico ma anche in senso morale, basti pensare a Socrate e al mito della caverna narrato da Platone. La libertà ci viene presentata dalla scrittrice anche come esercizio di libero arbitrio attraverso il mito di Er o nella storia di Elena di Troia, così come libera espressione artistica attraverso le azioni di Pegaso che sulle sue ali trasporta le Muse dopo aver fatto nascere dalle viscere della terra sul monte Elicona la “sorgente dell’arte”. Non vengono trascurati nemmeno i rischi che si devono affrontare per ottenere la libertà come nel racconto che ha come protagonisti Dedalo e il figlio Icaro che ottenuta la libertà finisce per sfidarne i suoi limiti e muore, forse però trovando proprio nella morte la vera libertà. In fondo la libertà, come dicevano gli antichi filosofi, coincide con la filosofia stessa, in quanto solo il saggio è libero poiché non è schiavo di alcun desiderio e porta dentro di sé tutti i suoi beni, come ci ricordano le parole dell’antico filosofo cinico Demonatte di Cipro, incise sulla lapide del poeta Kazantzakis, “Non spero nulla, non temo nulla, sono libero”.

( 5 gennaio 2022 )

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