Domenica 24 gennaio 2021, ore 20:02

Quotidiano di informazione socio‑economica

Come una fiera a caccia di prede

di PAOLO SPIRITO

L'inizio di questo atipico e drammatico 2020 sconvolgeva il mondo dell’arte contemporanea con la notizia della morte di Bianca Lucherini Attolico: appassionata collezionista e sostenitrice degli artisti e della cultura italiana, mattatrice delle fiere, tra le signore indiscusse del milieu culturale romano.“
Aveva un difetto: diceva quello che pensava. Aveva una virtù: diceva quello che pensava”, così la ricordava su queste colonne la critica e giornalista Alessandra Mammì, raccontando una persona schietta, sincera, colta ed estremamente generosa.
Ma tra tutti, colpisce e commuove il bel ricordo di Ludovico Pratesi, storico e critico dell'arte: “Curiosa, istintiva, tenace. Bianca percorreva il mondo dell’arte romano come una fiera a caccia di prede, una leonessa pronta a ghermire l’opera del giovane artista più promettente, e raramente sbagliava. Appena individuata, cominciava un corteggiamento guardingo con il gallerista, sulla qualità del lavoro prima e sul suo valore di mercato poi. Figlia di collezionisti, nata tra le opere della Scuola Romana acquistate dal padre (Ziveri, Mafai, Guidi, Pirandello e altri), aveva un fiuto straordinario per individuare non solo gli artisti, ma le opere, riunite nel suo elegante e confortevole appartamento ai Parioli ...Memorabili le sue cene, dove sapeva mescolare, da esperta padrona di casa, giovani artisti e curatori di grido, galleristi alle prime armi e mercanti di lungo corso. Amava suscitare discussioni, provocare dialoghi sagaci, mostrando sempre le preferenze per i suoi “protetti” senza filtri: era generosa, fedele, coraggiosa. Era cresciuta in quella Roma fiera e cinica, ma rispettosa della qualità e del piacere della “battuta”, regina delle conversazioni di un tempo. La Roma di Fellini e Flaiano, Calvino e Ginzurg, Pascali e De Dominicis, Palma Bucarelli e Giulio Carlo Argan, dove l’esercizio della parola era una dimostrazione di intelligenza”.
Dal 20 ottobre scorso sino al 17 gennaio 2021 il Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita la mostra La Signora dell’Arte, dedicata al profilo e alla personalità di Bianca Attolico (1931-2020), collezionista d’arte con interessi molto ampi, che vanno dalla Scuola Romana alle ultime generazioni artistiche, scomparsa il 19 gennaio 2020.
L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, alla quale è stata donata la Biblioteca d’Arte di Bianca Attolico, è curata da Ludovico Pratesi, in accordo con gli eredi Lorenzo ed Elena Attolico. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale.
Il curatore, Ludovico Pratesi, che le era molto affezionato, ha cercato dì ricreare quell’atmosfera calda e amichevole da salotto che si respirava nel bell’appartamento di Bianca Attolico dei Parioli, dove la sera ospitava artisti, amici, intellettuali.
Chiunque entrava per la prima volta rimaneva sopraffatto dalla quantità di tele che si affastellavano su ogni parete, si poggiavano su mobili e comodini, si scorgevano sui muri bui dei corridoi, facevano mostra di sé anche in bagno e in cucina: una era persino appesa al soffitto, collocazione giustificata dal fatto che rappresentava i due aerei dell’ll settembre.
“Bianca Attolico era straordinaria-afferma Ludovico Pratesi-la sua casa era un salotto culturale e lei una Guggenheim romana. Ha sempre fatto scelte personali nell'arte, senza farsi guidare. E' stata tra i primi collezionisti ad acquistare lavori di artisti della Scuola di San Lorenzo come Nunzio, Domenico Bianchi, Gianni Dessì, Bruno Ceccobelli”.
Del resto la passione per l’arte veniva da lontano. Da Tommaso Lucherini, padre di Bianca (Bianca Lucherini da ragazza, poi Attolico dopo il matrimonio con un avvocato), grande medico che iniziò a raccogliere opere importanti specie della Scuola Romana. La passione di Tommaso fu evidentemente molto forte perché permeò molto in tutti i rami della famiglia. Tommaso ebbe tre figli: Enrico Lucherini, forse il più celebre press agent di tutti i tempi, Bianca appunto, e Mario la cui figlia Benny Lucherini è a sua volta una importante collezionista. Una dinastia di figure attente al mondo dell’arte (sono peraltro collezionisti anche Lorenzo e Elena, i figli di Bianca) che oggi perde una colonna portante.
La mostra è allestita negli spazi espositivi del Casino dei Principi di Villa Torlonia che è anche sede dell’Archivio-Biblioteca della Scuola Romana, la corrente che costituisce il punto d’avvio della collezione di Bianca Attolico.
L’esposizione riunisce circa sessanta opere della collezione, tra dipinti e sculture, divise in sezioni per ordine cronologico, che ripropongono l’atmosfera intima e domestica dell’appartamento della Attolico, punto di incontro del mondo dell’arte romano per più di trent’anni.
Una collezione che attraversa un secolo di storia dell’arte. Il percorso espositivo si apre al piano terra, con le opere dei maestri della prima metà del Ventesimo Secolo (Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Mario Sironi) accostate ai dipinti di alcuni protagonisti della Scuola Romana (Ferruccio Ferrazzi, Mario Mafai, Fausto Pirandello, Alberto Ziveri).
Segue la sala dedicata agli artisti degli anni Cinquanta e Sessanta (Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Joseph Kosuth, Francesco Lo Savio, Fabio Mauri, Piero Manzoni, Pino Pascali, Mario Schifano) per proseguire con gli anni Settanta e l’Arte Povera (Getulio Alviani, Pier Paolo Calzolari, Gino De Dominicis, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Luigi Ontani).
Al secondo piano la mostra documenta l’arte dagli anni Ottanta a oggi, per testimoniare l’apertura di Bianca Attolico verso le ricerche sperimentali di artisti italiani e stranieri.
Si comincia con le opere degli artisti della Scuola di San Lorenzo, ai quali la collezionista era particolarmente legata (Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Nunzio) per proseguire con la sezione dedicata al contemporaneo (Vanessa Beecroft, Regina Galindo, Alfredo Jaar, William Kentridge, Nicholas Llobo, Jonathan Monk, Vik Muniz, Santiago Sierra, Wolfgang Tillmans, Jan Tweedy Vedovamazzei, Francesco Vezzoli e altri).
La mostra è arricchita da una serie di fotografie che ritraggono Bianca Attolico in compagnia degli artisti che ha frequentato.
“Mia madre diceva sempre che le opere d'arte fanno compagnia-tiene a sottolineare Elena Attolico-Amava far vedere la sua collezione. Il periodo è difficile, ma mi piacerebbe esporre anche altri lavori e realizzare ulteriori mostre”.
Nel 2011 Bianca Attolico decise di raccogliere il racconto della sua collezione in un libro, dal titolo Una memoria contemporanea. Dalla collezione di Bianca Attolico, edito da Trolley Books di Londra. Firmato da Ester Coen e Francesca Romana Morelli, il libro fu presentato al Macro nel 2011, alla presenza di Luca Cordero di Montezemolo e Lia Rumma .

( 11 gennaio 2021 )

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