Mercoledì 20 gennaio 2021, ore 17:47

Quotidiano di informazione socio‑economica

David Bowie: un genio generoso

di ELISA LATELLA

Ha rivoluzionato la musica nella seconda metà del Novecento. Un suo concerto è diventato parte del film “I ragazzi dello zoo di Berlino” ispirato all’omonimo libro di Christiane F., emblema di una generazione.
Sono passati cinque anni dalla scomparsa di David Bowie. Chi non ha ascoltato almeno una volta Life on Mars, Space Oddity, Fame e Heroes? Ed in occasione dell’anniversario, che ricorre il 10 gennaio, Piemme pubblica Generosity. Un’agiografia di David Bowie, un omaggio letterario dello scrittore Gianluigi Ricuperati. Perché a quanto pare circa 720 canzoni, e circa 147 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, non raccontano tutto.
Il termine agiografia può sembrare esagerato, eppure l’autore descrive come un santo laico questo pensatore segreto, simbolo gender fluid, che è stato anche un pittore, un uomo d’affari, un attore (ha lavorato con registi come Martin Scorsese, David Lynch e Christopher Nolan e recitato in L'uomo che cadde sulla Terra, Furyo, Miriam si sveglia a mezzanotte, Absolute Beginners, Labyrinth, Basquiat e The Prestige).
Una vita generosa con ogni significato che questo aggettivo può avere. Ricuperati offre una chiave di lettura inedita del genio: con uno stile sia emotivo che razionale, la storia dell’artista è raccontata attraverso episodi di generosità. Un arcipelago di incontri, relazioni, amici e avventure. Tutte le persone a lui più vicine ne hanno sempre lodato l’attenzione al prossimo, la sua capacità di dare più di quanto aveva.
Perché David Bowie è considerato uno dei musicisti più influenti del XX secolo? Aveva imparato a suonare il sassofono da piccolissimo, ed è passato alla storia come un rappresentante del glam rock, genere musicale in cui la chitarra incontra la teatralità: una musica accattivante accompagnata da presenza scenica e riferimenti alla sessualità.
Nato in un sobborgo di Londra nel secondo dopoguerra, da una famiglia modesta, inizia la sua formazione musicale e artistica seguendo il fratellastro Terry Burns, nato da una precedente relazione della madre e morto suicida: conosce così gli scrittori beat e il jazz.
Il sassofono era il simbolo la Beat Generation della West Coast statunitense, per David un emblema di libertà. Esperienze di lavoro in un negozio di dischi e anche in un’agenzia pubblicitaria come junior visualizer e nei gruppi musicali delle scuole superiori costituiscono i suoi esordi.
Il 5 giugno 1964 uscì il primo 45 giri ufficiale di Bowie, anche se accreditato a Davie Jones with the King Bees, seguito dopo da Can't Help Thinking About Me, mentre l’artista comincia ad avvicinarsi alla recitazione e al buddismo. Fa notizia questa sua musica nuova, quella sua chioma fluente ed il suo presentarsi fuori dagli schemi.
Adotta il nome d'arte "David Bowie", non riceve grandi applausi all’inizio, c’è chi lo definisce privo di personalità e stonato. Inizia ad esibirsi con i Buzz, e pubbica Do Anything You Say, come 45 giri e accreditata al solo David. I primi successi arrivano con Space Oddity. Poi sarà un crescendo. I sentimenti fluidi eppur profondi nella vita privata sono lo sfondo di una vita sui palchi di tutto il mondo. Anche la sua morte in un certo senso è stata un’uscita di scena.
Gianluigi Ricuperati, Generosity. Un’agiografia di David Bowie, Piemme, Milano, 2021 pp. 176, euro 16,90

( 11 gennaio 2021 )

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