Giovedì 1 gennaio 2026, ore 7:38

Poesia

Franco Loi e la necessità della scrittura

di LELLO GURRADO

Il padre era sardo, la madre emiliana, lui era nato a Genova, ma una volta approdato con la famiglia a Milano, all’età di sette anni, decise che sarebbe stato sempre e soltanto milanese. Una decisione che Franco Loi onorò sempre, per tutta la durata della sua lunga vita ( dal 1930 al 2021) tanto che quando decise di fare il poeta non scelse l’italiano, ma il dialetto milanese. Lo fece perché negli anni Cinquanta del Novecento riteneva che l’italiano riflettesse la voce dei potenti, mentre il dialetto apparteneva al proletariato, alla classe operaia.

Preso il diploma di ragioniere, il giovane Loi continuò a leggere e studiare anche negli anni dei primi impegni lavorativi, ovvero quando venne assunto prima come contabile alla scalo merci di Lambrate, poi, con gli stessi compiti, alla Rinascente per poi cambiare registro occupandosi non più di conti, ma di relazioni pubbliche, prima nella stessa Rinascente, e infine nell’ufficio stampa della Mondadori. Per conoscere il Franco Loi poeta bisogna aspettare l’arrivo degli anni Settanta. È del 1973 la sua prima opera, I cart, del 1974 la raccolta di Poesie d'amore e del 1975 il poema più importante e famoso. Parliamo di Stròlegh, un titolo ovviamente dialettale di difficile traduzione. Secondo alcuni significa “ astrologo”, secondo altri “ strano” o anche “ stralunato”. Quale che sia la traduzione, “ Stròlegh” è una raccolta di riflessioni sui temi della guerra, delle povertà, delle difficoltà della vita. Franco Loi disse di averlo scritto in due settimane “perché ero da solo in casa. Giravo per le stanze e recitavo quello che sentivo”. Era questo il suo modo di sentire la poesia: considerarla uno sfogo, una via d’uscita da momenti difficili di riflessione.

Franco Loi non è stato soltanto un poeta. Si è dedicato anche alla narrativa, con un libro di racconti intitolato “ L’ampiezza del cielo” e alla saggistica. Un’attività che gli ha fatto vincere diversi premi, coronati dall’ “ Ambrogino d’oro”. E a chi se non a lui? Chi altri, tra i non milanesi, ha amato tanto il capoluogo lombardo? L’ha amato tanto che anche dopo la sua scomparsa, avvenuta il 4 gennaio 2021, nessuno ha pensato di trasferirlo altrove. Le ceneri di Franco Loi sono tumulate nell’ossario centrale del Cimitero Monumentale.

( 12 settembre 2022 )

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