Martedì 16 luglio 2024, ore 8:35

Mostre

Giuseppe Mazzini e Silvestro Lega, vite del Risorgimento

di STELLA FANELLI

Finché domestica o straniera, voi avete tirannide come potete aver Patria? La Patria è la casa dell’uomo non dello schiavo». Queste parole hanno conservato e consegnano a noi tutta la passione con Giuseppe Mazzini ha aiutato l’Italia a farsi libera e unita. Il grande genovese per le idee, i valori, la fede e la forza delle utopie con cui spinge alla rivolta è uno dei padri della Patria e si forma durante la Restaurazione che non spegne, come invece avrebbe voluto, il desiderio e la febbre di libertà che incendia l’Eu ropa dopo le conquiste civili e politiche rivoluzionarie francesi. Ma l’Italia è, come dice con sprezzo il cancelliere austriaco Klemens von Metternich nel 1847, solo “una espressione geografica”, frammentata e debolissima.

Mazzini è il primo a parlare di ‘Stati Uniti d’Europa’ e di ‘Europa delle patrie’ quando il continente era teatro di sanguinose guerre di repressione. A Roma, che ritiene risorta due volte dopo i cesari e dopo i papi, sarà protagonista di eventi determinanti per il nostro Risorgimento ma conoscerà anche la delusione e il carcere restando saldo nei propri convincimenti, nella speranza della repubblica.

Silvestro Lega sin da giovanissimo è un sincero mazziniano: nel 1848 partecipa alla prima guerra d’indi pendenza combattendo a Curtatone e Montanara e alla seconda come artigliere e offre tutto il suo impegno nella propaganda clandestina a Firenze ma il suo più significativo contributo alla causa nazionale lo dà dipingendo! Lega presta ..il pennello, come Verdi la musica e Manzoni la poesia, al sogno italiano. Il soggetto risorgimentale di alcune tele come il Ritratto di Garibaldi e i Bersaglieri che conducono prigionieri austriaci sono di una potenza espressiva notevolissima. Il pittore colmo di ideali nel 1859 a Firenze si unisce ai Macchiaioli che si riunivano al Caffè Michelangelo ma lo seduce l’espe rienza dei realisti francesi e il cromatismo delicato di Gustave Courbet e più tardi la rivoluzione impressionista di Manet e Degas. Si dedica alla pittura en plein air lasciando la città e scegliendo di risiedere a Piagentina e poi passerà a concentrarsi su scene d’interno recuperando la lezione dei maestri italiani del ‘400 e del ‘500 come si rileva nel suo capolavoro Il canto dello stornello. Nel 1870 dopo la morte della compagna Virginia Batelli per tisi, Lega vedrà tramontare il suo tempo felice, si ritrova solo, privo di mezzi, costretto a mendicare l’ospita lità degli amici e dei parenti.

Anche Giuseppe Mazzini è ormai stanco e malato. In fuga, giunge a Pisa sotto il falso nome di George Brown e verrà accolto, in gravissime condizioni, dalla famiglia Rosselli . Si riuniscono intorno all’uomo e al patriota i seguaci che l’amavano e tra questi Silvestro Lega che scelse di dipingere Mazzini alla fine della vita avvolto nel panno di Carlo Cattaneo da cui il genovese non si separava mai. Il pittore dipinge quello che vede, un uomo che muore stretto ai suoi ideali e affida alla Storia il messaggio che quell’uomo ha lasciato in quelle idee vive, irriducibili, …immortali con cui aveva cambiato il suo tempo e il nostro destino. L’opera non viene compresa. Indigna il pubblico e la critica e questo causa uno sconfinato dolore nell’arti sta che vedrà condannato all’e silio il dipinto invenduto per molti anni e poi fuori dall’Italia, in Gran Bretagna dal 1882. La tela, messa all’asta da Christie’s nel 1959, fu acquisita successivamente dal Museo della Scuola di Design di Providence nel Rhode Island.

Ma preparandosi alle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Mazzini nel 2025 l’Ita lia ha ottenuto di riavere quest’opera preziosa che ritrae l’uomo il cui pensiero e sentimento ha determinato la nascita dell’Italia libera e repubblicana. Fino all’8 settembre al Vittoriano, museo centrale del Risorgimento, la mostra “L’ultimo ritratto: Mazzini e Lega, storie parallele del Risorgimento” accosterà queste figure eccezionali del nostro Ottocento. Una esperienza immersiva ed emozionale in un’epoca in cui affondano le radici della nazione: si possono ammirare opere di Massimo d’Azeglio, Hayez e Lega.

Ma ad aprire il percorso espositivo sono i ritratti, le carte, fogli dello zibaldone, gli occhiali di Giuseppe Mazzini. La mostra si prefigge di far emergere la stretta connessione tra la pittura di Lega e il Risorgimento.

Per questo sono esposte le tele a soggetto risorgimentale e patriottico del pittore di Modigliana e alcuni suoi capolavori come Il canto dello stornello, L’incredulità di San Tommaso, l’autoritratto, Le bambine che fanno le signore, La visita alla balia e infine il Mazzini morente che impone al nostro sguardo e alla nostra sensibilità un uomo straordinario, visionario al quale l’Italia deve il bene della libertà e dell’affermazione del diritto di fissarsi come nazione nel mondo.

( 12 giugno 2024 )

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