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Mostre

Gli sguardi celati di Laura Zeni

di ELIANA SORMANI

Ciascuno si acconcia la maschera come può-la maschera esteriore. Perché dentro poi c’è l’altra, che spesso non s’accorda con quella di fuori”. Chi non riconosce in questi versi il tema della maschera trattato da Pirandello nel saggio “L’umorismo” nel lontano 1908? Oggi quella maschera invisibile, denunciata dallo scrittore siciliano in molte sue opere, è diventata qualcosa di tangibile che tutti noi portiamo quotidianamente, che ci impedisce di mostrare il nostro volto, il nostro sorriso, ma che ci permette anche di essere, sotto certi punti di vista, più veri. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma lo è solo in apparenza. Infatti è proprio questa maschera reale, che ci nasconde, a proteggerci permettendoci anche di affrontare con minore timore ed in modo più sincero le relazioni sociali che intratteniamo, senza paura di giudizi o di critiche rispetto a ciò che siamo veramente. Un’eterna diatriba, dunque, tra ciò che è e ciò che appare, di cui anche l’arte in questo periodo sta a più voci affrontando.

Laura Zeni, artista milanese, cresciuta alla scuola di Brera negli anni ‘80, incentra le sue opere proprio sull’immagine della maschera, invitando l’osservatore ad una profonda riflessione sui cambiamenti che stiamo vivendo. “Sguardi celati” è il titolo dell’ultima mostra dell’artista curata da Serena Mormino, inaugurata il 23 marzo in 3D sulla piattaforma Kunstmatric.com e visitabile on line fino al 31 maggio 2021. Un’esposizione virtuale di opere inedite, collage su tela, composta da ritratti di uomini, donne, giovani e anziani, tutti alterati da elementi che ne nascondono i tratti del volto. Sagome di visi i cui caratteri principali vengono oscurati da oggetti diversi, da collage di giornali, da sbarre, da finestre, da mattoni, da nuvole e da tanti altri elementi appartenenti alla nostra vita quotidiana che sembrano frapporsi tra noi e gli altri, in senso anche metaforico, separando quella che è la nostra vera essenza da ciò che mostriamo. Questa riflessione profonda caratterizza le composizioni della Zeni, con lo scopo di invitare l’osservatore a fare un viaggio introspettivo con la mente e con il cuore oltre le apparenze dentro e fuori di sé.

Più volte sperimentata in passato, la tecnica del collage ha dato all’artista l’opportunità di vivere come gesto liberatorio l’azione dello strappo di una rivista, di una pagina di giornale, un gesto che poi ritrova un suo nuovo equilibrio nella ricomposizione dei pezzi di carta sulla tela, quando diventano parte integrante dell’opera d’arte.

L’artista chiusa tra le mure domestiche, in seguito ad un intervento ad un ginocchio e subito dopo a causa del lockdown, durante la scorsa primavera non poteva se non che rispolverare il suo archivio cartaceo e reperire materiale per queste sue nuove creazioni unendo l’arte della tela a quella del collage, come lei stessa dichiara, ferma a non rinunciare comunque mai a nuove esperienze e a reinventarsi, cercando anche nel momento di crisi covid di vedere un’opportunità per riscoprire i propri valori e trasferirli nelle sue creazioni.

Un’occasione per spingere lo sguardo in modo positivo oltre le apparenze, in un momento come quello attuale, dove a pensare di nascondere il nostro volto è già la stessa mascherina che indossiamo, rendendoci tutti uguali e anonimi.

L’omologazione che questo nuovo indumento ci impone deve dunque divenire, secondo le intenzione dell’artista, uno stimolo per ognuno di noi per cercare di far emergere in modo consapevole il nostro “io” vero, al fine di poter costruire intorno a noi un futuro di relazioni e di rapporti più autentici.

 

( 6 aprile 2021 )

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