Mercoledì 12 giugno 2024, ore 17:15

Mostre

I luminosi esordi di Tiziano

di MARIA LUCIA SARACENI

Nel primo Cinquecento Venezia gode del massimo splendore economico e culturale: un grande vitalità muove nuove esperienze nel campo musicale, filosofico, letterario ed artistico. In questo ambiente Tiziano Vecellio, giunto giovane dal Cadore, matura la sua vocazione pittorica a contatto con l’arte magnifica del passato tardogotico e con quella dei grandi maestri attivi tra la fine del Quattrocento e il primo Cinquecento: Vittore Carpaccio, Sebastiano del Piombo, Gentile e Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto, Albrecht Dürer, Cima da Conegliano, Giorgione da Castelfranco.

E proprio a questo importante periodo di formazione e di prima attività artistica è dedicata la mostra “Tiziano 1508. Agli esordi di una luminosa carriera”, allestita nella città di Venezia, presso le Gallerie dell’Accademia.

L’esposizione, a cura di Roberta Battaglia, Sarah Ferrari e Antonio Mazzotta, racconta la nascita dell’artista attraverso 17 opere autografe e una decina di confronti con dipinti, incisioni e disegni di autori a lui contemporanei. Tiziano, forestiero e sconosciuto alle élites veneziane del tempo, riesce con il proprio talento ad inserirsi e farsi apprezzare dai grandi committenti del luogo. La prima opera ufficiale è costituita dagli affreschi eseguiti sulla facciata di terra del Fondaco dei Tedeschi, riedificato dopo l’incendio del 1505. La raffigurazione centrale, oggi deteriorata e leggibile grazie alle antiche riproduzioni dello Zanetti, mostra una biblica Giuditta con la testa di Oloferne: l’imma gine, riconducibile all’icono grafia della Giustizia, rappresenta una allegoria di Venezia; l’impostazione grandiosa, la cromia vivace conquistò facilmente il pubblico contemporaneo. Era il 1508, e tale importante impresa pubblica doveva attirare grande ammirazione nei confronti del giovane Tiziano che, gradualmente si imponeva sulla scena del panorama artistico dell’epoca, in una prospettiva che si potrebbe definire europea.

Il percorso della mostra vuole mettere in luce il nuovo linguaggio di Tiziano pervaso di rimandi al classicismo, suggestioni dai grandi maestri, invenzioni cromatiche brillanti e armoniose.

Tra i lavori esposti sono presenti importanti prestiti come la grande stampa del “Trionfo di Cristo” della Bibliothèque nationale de France, il “Cristo risorto” degli Uffizi, la “Madonna con il Bambino tra sant’An tonio da Padova e san Rocco” del Museo del Prado e il “Battesimo di Cristo” dei Musei Capitolini.

La mostra, commenta il direttore delle Gallerie dell’Accademia Giulio Manieri Elia, è “un’esposi zione che possiamo definire dossier dedicata a una fase, forse meno nota, della sua produzione, ma che è già ricca di premesse, raggiungimenti e capolavori, propri di una personalità artistica senza pari”.

Nuove ricerche, indagini scientifiche e restauri hanno portato alla riscoperta e all’attribuzione di molte opere come nel caso della tavola dell’“Angelo con tamburello”, proveniente dalla Galleria Doria Pamphilj di Roma ed esposta per la prima volta in una mostra. Questo dipinto è stato riconosciuto come un frammento di una pala originariamente collocata nella Chiesa dei Servi a Ferrara, ma successivamente smembrata: le ricerche per la mostra hanno individuato gli altri possibili frammenti in una Madonna con Bambino in trono, conservata in Russia, e in un San Francesco, collocato in un museo francese.

Interessante il confronto proposto dai curatori della mostra tra l’“Ar cangelo Raffaele e Tobia” delle Gallerie dell’Accademia, secondo il Vasari (che nella seconda edizione delle Vite riporta a suo dire un’informazione ricevuta dallo stesso Tiziano) eseguito proprio nel 1508, e l’altra versione dello stesso soggetto dipinta più tardi da Tiziano per la chiesa di San Marziale (concessa in prestito dal Patriarcato e dalla Curia di Venezia).

Raffronti, ricostruzioni rigorose che raccontano una parte fondamentale della storia di uno dei maggiori artisti che a Venezia ha nutrito il suo talento e acquisito una celebrità che non solo ha oltrepassato i confini della Serenissima ma anche il tempo.

Per comprendere meglio Tiziano e la sua epoca, le Gallerie propongono un ciclo di incontri sulla sua figura e sulla sua produzione con interventi di esperti come Charles Hope, autore di una monumentale raccolta di documenti sull’in tera carriera dell’artista, appena pubblicata in “Titian: sources and documents”. L’esposizione rappresenta dunque un’iniziativa rilevante dal punto di vista scientifico ma anche da quello divulgativo: una nuova importante occasione per portare luce sugli esordi eccezionali di un artista celebrato nel passato perfino nei versi di poeti e letterati come l’Ariosto e Pietro Aretino. Genio, invenzione e una eccezionale cromia sono gli ingredienti di opere pittoriche che ancora oggi emanano un fascino eterno.

La mostra “Tiziano 1508. Agli esordi di una luminosa carriera” è allestita a Venezia, presso le Gallerie dell’Accademia dal 9 settembre al 3 dicembre 2023.

( 18 settembre 2023 )

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