Lunedì 6 dicembre 2021, ore 15:05

Quotidiano di informazione socio‑economica

Arte

Il "Bravo" di Tiziano torna a Venezia

di ELISA LATELLA

Due figure maschili si affrontano in primo piano. A sinistra un giovane dai capelli biondi, con una ghirlanda di foglie di vite in testa, che guarda il suo assalitore, di cui si vede solo il profilo.

E’ un’opera di un Tiziano giovane, che ancora doveva affermarsi ma che era già un genio: Il Bravo, che dal Kunsthistorisches Museum di Vienna torna a Venezia dopo trent’anni, per essere esposto fino al 20 gennaio alle Gallerie dell’Accademia. E’ stata la novità di fine settembre, dopo l’inaugurazione dei nuovi saloni dedicati alla pittura del Seicento e del Settecento, aperti lo scorso 31 agosto.

Il quadro, entrato nelle collezioni imperiali austriache nel 1649, era tornato a Venezia solo nel 1990, in occasione della mostra dedicata a Tiziano a Palazzo Ducale: adesso sarà esposto nel luogo in cui è nata e si è sviluppata la scuola pittorica veneta. Uno scambio temporaneo con “La Vecchia” di Giorgione, che sarà esposta all’interno della rassegna che il museo viennese dedica, dal 5 ottobre prossimo, a Tiziano (Titian’s Image of Women.

Beauty - Love – Poetry).

Il Bravo, databile intorno al 1515-1520, era stato attribuito a lungo a Giorgione, proprio per l’intreccio tra due figure, ritagliate a mezzo busto contro un fondo buio, inquadrate a distanza ravvicinata per far partecipare direttamente l’osservatore. Tiziano sviluppa in modo originale le potenzialità dinamiche e drammatiche della scena.

Il quadro è stato oggetto di varie interpretazioni: secondo molti raffigurerebbe un episodio di storia antica tratto dal Factorum et dictorum memorabilium di Valerio Massimo, basato sulla Vita di Mario di Plutarco, oppure l’aggressione e uccisione del giovane soldato Trebonio da parte del tribuno Caio Lusio. Tuttavia la scena potrebbe alludere anche alla cattura di Bacco da parte di Penteo, re di Tebe, per impedire la diffusione del culto bacchico, come raccontato nelle Baccanti di Euripide e nelle Metamorfosi di

Ovidio. «Il Bravo – osserva il direttore delle Gallerie dell’Accademia, Giulio Manieri Elia – è stato scelto poiché intesse una ricca trama di dialoghi, rimandi e confronti con le opere della collezione permanente e con il contesto artistico della città lagunare che l’ha generato.».

Come afferma Francesca Del Torre Scheuch, curatrice della pittura italiana del Rinascimento al Kunsthistorisches Museum di Vienna «La tensione è forte e percepibile nel vivace contrapposto, anche cromatico, delle due figure.

L’osservatore è coinvolto direttamente come testimone di un attacco imminente. La violenza è annunciata dal pugnale nella mano dell’aggressore».

( 11 ottobre 2021 )

Mostre

Tania Bruguera: l’arte al servizio del sociale

Una delle artiste più influenti del nuovo secolo approda a Milano presso il PAC con la mostra “La verità anche a scapito del mondo” 

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Artemisia dipinse quattro volte Giuditta, l'eroina biblica che nel 590 a. C salva il popolo ebraico dall’assedio dell’esercito assiro guidato da Oloferne

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Filosofia

Gadamer: il carattere pubblico del vero

In Verità e metodo (1960), è espressa sin dall’incipit la necessità di una non assolutizzazione del valore di verità della conoscenza tecnico-scientifica. Nel contempo avviene il recupero del valore di verità delle scienze dello spirito

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

© 2001 - 2021 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it