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Il segno di Carla Accardi

Scrisse di lei il critico d'arte Danilo Eccher in Carla Accardi, Catalogo della Mostra, Roma, MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma, 19 settembre 2004-9 gennaio 2005, Mondadori Electa: “Ovunque si volga lo sguardo o si scorrano le pagine della complessa grammatica pittorica di Carla Accardi, non si può non imbattersi nell’imponente presenza del segno. Un protagonismo profondamente consapevole, lucido, puntigliosamente deciso a ribadire la forza di una voce chiara e sicura...Vi era la necessità di sperimentare nuovi alfabeti segnici, nuovi modelli compositivi, nuove libertà espressive, nuove opportunità tecniche”.
Quando si parla della storia dell’arte del Novecento non si può non citare Carla Accardi (Trapani, 1924-Roma, 2014) che, oltre ad essere stata una talentuosa astrattista, è stata anche l’unica donna del Gruppo Forma (da cui nascerà Forma 1), fondato assieme ad Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato. Passando dall’astrattismo all’informale, dalla pittura concettuale a quella ambientale, Accardi ha rivluzionato il concetto di opera d’arte, portando avanti anche istanze femministe. 
A cento anni dalla sua nascita, il Pala Expò di Roma celebra la pittrice siciliana attraverso una grande retrospettiva visitabile dal 6 marzo al 9 giugno 2024, realizzata con il sostegno della Fondazione Silvano Toti, curata da Daniela Lancioni e Paola Bonani, con oltre cento opere, dalle prime apparizioni ai lavori più radicali, fino alla rinnovata joie de vivre che riecheggia nelle pitture degli anni Ottanta e alle sintesi degli anni Novanta e Duemila.
La vita di Carla Accardi ruotò sempre attorno al mondo dell’arte e della cultura dove incontrò i più grandi artisti dell’epoca, tra cui Attardi, Dorazio, Guerrini, Perilli e Turcato, conoscenze che forgiarono anche la sua ricerca artistica, muovendola sempre più verso l’astrattismo, riducendo il suo linguaggio ad un semplice segno negli anni Cinquanta. 
Negli anni Sessanta, invece, l’adesione al gruppo Continuità restituì alle opere della Accardi note di colore ed effetti optical, portando la sua ricerca in installazioni di vario tipo, utilizzando materiali plastici come fogli di sicofoil.
Successivamente, i segni e le giustapposizioni cromatiche tornarono protagonisti sulle tele degli anni Ottanta, dove il suo linguaggio cambiò nuovamente portando avanti le istanze dell’epoca. 
Le opere della pittrice sono presenti in diversi musei dedicati all’arte contemporanea, sia in Italia che all’estero.
 

( 3 aprile 2024 )

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