Giovedì 29 febbraio 2024, ore 12:52

Mostre

Un viaggio millenario indietro nel tempo

di STELLA FANELLI

La Dacia si sottomette a Traiano e a Roma nel 106 d.C e rinasce come provincia nell’Impero.

Una colonna si erge a celebrare la vittoria traianea in Roma: formata da 17 grandi blocchi di marmo di Carrara su cui corre lungo una spirale un fregio che racconta gli eventi di maggiore gloria delle due campagne romane contro i Daci è oggi più di ieri fonte storica preziosissima di quanto accadde in quella spedizione militare, di un popolo e dell’audacia di un imperatore. Il rilievo della colonna traiana pur compromesso dalla sua antichità ci restituisce la storia dell’ultima conquista con cui l’impero fissa l’ultima frontiera della romanitas. Nel ‘mare’ di barbari che accerchia una civiltà che illumina e disciplina il mondo antico dall’VIII secolo a.C i Daci ricchi d’oro e d’argento accolgono il cambiamento e permettono che i conquistatori imprimano la loro cultura e lingua per sempre. La Dacia cessò di far parte dell'Impero Romano già nel 271 eppure se andò perduto l’uso del latino scritto sopravvisse come eredità l’esclusività di una lingua e il nome alla regione estrema dell’impero che ha risentito di una influenza profonda e indelebile.

Dal 21 novembre e fino al 21 aprile 2024 il Museo Nazionale Romano ospita nelle Aule delle Terme di Diocleziano la mostra Dacia. L’ultima frontiera della Romanità. Il percorso espositivo a cura di Ernest Oberlander direttore del Museo Nazionale di Storia della Romania, e di Stéphane Verger direttore del Museo Nazionale Romano offre al visitatore la possibilità di compiere all’indietro nel tempo un viaggio millenario nel quale fermarsi ad osservare le ‘tracce’ (importanti reperti – tra cui armi, vasi, ceramiche, gioielli, monete e corredi per il rito e la magia) di quella trasformazione che porta nel II secolo la Dacia a ‘diventare’ parte ed essenza di Roma anche attraverso il fondamento linguistico. Ad essere presentati saranno circa 1000 oggetti provenienti da 47 musei rumeni, oltre che dal Museo Nazionale di Storia della Repubblica di Moldova per la prima volta accostati ad alcuni reperti del Museo Nazionale Romano. Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Romania e del Presidente della Repubblica Italiana, la mostra segna un doppio anniversario per i rapporti bilaterali romeno-italiani: sono trascorsi infatti 15 anni dalla firma del Partenariato Strategico Consolidato tra la Romania e l’Italia e 150 anni dalla costituzione della prima agenzia diplomatica della Romania in Italia: il reciproco influsso di due civiltà e l’intreccio di due culture, che resta in ciò che ancora può svelarci l’integrazione dei Daci nell’universo della latinità, può rafforzare i legami politici ed economici tra l’Italia e la Romania.

 

( 30 novembre 2023 )

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