Lunedì 8 agosto 2022, ore 13:26

Dibattito

Formazione volano per la crescita di lavoratori e imprese

Presidente Regina. la formazione è fondamentale per accedere al lavoro, per tenerselo e per ritrovarlo laddove lo si perda. Come rendere davvero strategica la formazione nei contratti collettivi nazionali e nella contrattazione aziendale?
Ritengo che noi si stia andando nella giusta direzione, abbiamo compreso che la formazione non può essere divisiva bensì deve rappresentare un volano essenziale per la crescita delle imprese e dei lavoratori. Nella mia esperienza di Presidente del Fondimpresa, il fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, ho potuto notare con piacere le diverse sensibilità dei soci muoversi verso una rotta unitaria, proprio perché tutti crediamo alla formazione e non da oggi se pensa che l’intuizione relativa ai Fondi Inter professionali avuta dai soci è della fine del secolo scorso. Ritengo che aggiungere alle risorse dello 0,30 risorse derivanti dalla contrattazione sia una ottima cosa.
La missione di Fondimpresa - il fondo interprofessionale di Confindustria Cgil, Cisl e Uil - è quella di formare e aggiornare i lavoratori dipendenti che hanno già un’occupazione. Ma in un tempo particolare come questo, come combattere il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e garantire a chi perde il posto competenze che valgano un’assunzione? E quanti disoccupati è in grado di ricollocare Fondimpresa? 
Dobbiamo contribuire a creare un sistema virtuoso che non lasci indietro nessuno, partendo altresì dal dato della reale fotografia del mercato del lavoro in Italia e dalla forte diminuzione del numero degli italiani potenzialmente inseribili nel mercato del lavoro stante crisi demografica. Fondimpresa storicamente non si è occupata solo ed unicamente di formare chi ha già un’occupazione, abbiamo una storia abbastanza consolidata di avvisi dedicati a lavoratori di aziende in Cig. Fondimpresa ha voluto mettere in campo una ulteriore sperimentazione da 5 Milioni di euro con l’avviso 3/2019 “Politiche Attive” la peculiarità di questo avviso è che la misura B è infatti stata dedicata a finanziare interventi formativi esclusivamente dedicati a disoccupati e/o inoccupati ai fini di una successiva assunzione a tempo indeterminato ed ora procederemo con l’avviso 3/2022 con stanziamenti più ingenti. Il Governo ed il ministro Orlando hanno colto l’importanza dei Fondi Interprofessionali e l’entità del ruolo che Fondimpresa è già in grado di agire concretamente restituendo, con la finanziaria, ai Fondi per le annualità 2022 e 2023 i soldi che prima erano soggetti al cosiddetto “prelievo forzoso”, vincolando però questi 60 milioni (questa la nostra quota per anno) alla formazione dei cassintegrati, che certamente è fondamentale, ma non possiamo dimenticare tutti coloro che, in un momento complesso come quello appena trascorso, hanno perso il lavoro ed ora hanno bisogno di essere ricollocati. La vera sfida si gioca sui disoccupati e sui giovani, che con una buona formazione specifica, potrebbero rimettersi in pista e trovare una nuova occupazione. Adesso insieme a Ministero, Anpal e Regioni dobbiamo strutturare e rendere omogeneo il tutto. Sul numero dei posti di lavoro che possiamo “facilitare“le rispondo con un semplice dato, le dico che con 7000 euro riusciamo ad avere un nuovo lavoratore , il calcolo lo lascio a lei, perché l’impatto potrebbe essere importante.
Una delle missioni del Pnrr riguarda le politiche per il lavoro, che ha a disposizione un fondo di circa 6,66 miliardi di euro concentrati principalmente nelle politiche attive e nella formazione. Quale è il ruolo di Fondimpresa nell'utilizzo dei fondi del Pnrr? 
Rispetto al Pnrr si tratta di capire come inserirsi, certamente il milestone relativo all’ammodernamento della pubblica amministrazione è il più stimolante. Ho visto ed apprezzato la proposta del ministro Brunetta sulla formazione per i pubblici dipendenti, trovo lungimirante la volontà di rafforzare le competenze individuali dei singoli dipendenti e contemporaneamente irrobustire strutturalmente le amministrazioni pubbliche, nella prospettiva del miglioramento continuo della qualità di servizi. Il piano integrato unisce la programmazione dei fabbisogni di personale nei cicli di gestione delle performances, immaginando quindi una correlazione più stretta che in passato. Sarebbe interessante e sfidante fare parte di questo progetto, contribuire al disegno ed alla messa in atto: abbiamo esperienza nel settore e lo abbiamo dimostrato, troviamo doveroso metterla a fattor comune.
Come interpreta il dato di un milione di dimissioni avvenute nel 2021, anche in relazione a quei 500 mila che hanno abbandonato il posto di lavoro e non hanno sostituito il contratto, rimanendo a casa senza formazione e aggiungendosi alla quota altissima di popolazione inattiva del nostro Paese?
La sua è una domanda particolare e rende difficile una risposta univoca od una risposta che non sia fondata esclusivamente sulla propria esperienza di prossimità. Credo che certamente il Covid abbia fatto riflettere la maggior parte delle persone sulle priorità della propria vita ed altrettanto certamente credo che nel mondo del lavoro ci sia bisogno di senso e di progetto. 
Nelle ultime settimane il tema dell'alternanza scuola-lavoro è tornato sotto i riflettori per la questione della sicurezza. Come valuta i percorsi di orientamento e la formazione professionale fatta dalle Regioni finanziati dai fondi europei. Cosa va cambiato? 
Ritengo si debba scindere il tema dell’alternanza scuola-lavoro dalla questione della sicurezza, mi spiego meglio: è chiaro che l’alternanza scuola lavoro vada svolta al massimo della sicurezza possibile, così come mi auguro che la stessa riflessione valga per ogni tipo di lavoro. Quando dico che una collaborazione “digitale” tra noi, le Regioni, il Ministero e, perché no, l’Inail può aiutare parecchio intendo proprio questo.
La formazione è una leva fondamentale per ripensare la Pubblica amministrazione. In questo senso, quali sono le questioni risolte e quali ancora quelle da affrontare?
La formazione potrebbe essere la leva essenziale per ripensare processi complessi, lo dicevo prima, dobbiamo portare il livello dei servizi- pubblici ma anche privati - al livello della produzione. Da sempre vi è una previsione di risorse finalizzate alla formazione dei dipendenti pubblici, previsione che poi non si realizza. Conto sul ministro Brunetta per invertire il trend.

Giampiero Guadagni

( 15 aprile 2022 )

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