Sabato 4 luglio 2026, ore 6:22

A 55 anni dalla tragedia

Il disastro del Vaiont evoca recenti fantasmi

Il 9 ottobre del 1963, al confine tra Veneto e Friuli, nella valle del Vajont, una massa di 270 milioni di metri cubi di terra e roccia si stacca dal monte Toc e precipita nel bacino idroelettrico sottostante alimentato dal torrente Vajont sollevando tre enormi ondate che, tracimando la diga, si riversano a valle cancellando tutto ciò che trovano sulla loro strada. Una tragedia di dimensioni catastrofiche. E alla fine si conteranno quasi 2mila vittime.

Vittime di un disastro annunciato, di controllori che non avevano controllato, di verifiche eseguite e poi lasciate in fondo ai cassetti. Vittime della ”fatalità prevedibile” che ci ricordano casi recenti come il ponte Morandi di Genova.

Per questo ieri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ricordato che il disastro del Vajont ”sollecita un’assunzione di responsabilità, anzitutto delle istituzioni a tutti i livelli, della società civile, di scienziati e tecnici, del mondo degli operatori industriali affinché gli standard di sicurezza siano sempre garantiti in ogni opera pubblica al massimo livello e l’equilibrio ambientale venga ovunque assicurato, a tutela della vita dei cittadini e delle comunità”.

”A 55 anni dal disastro del Vajont - ha sottolineato il Presidente della Repubblica in un messaggio - l’Italia non dimentica le vite spezzate, l’immane dolore dei parenti e dei sopravvissuti, la sconvolgente devastazione del territorio, i tormenti delle comunità colpite. Neppure può dimenticare che così tante morti e distruzioni potevano e dovevano essere evitate”.

Morti e distruzioni dovute ”all’incuria dell’uomo” e in particolare di coloro che sono deputati all’amministrazione pubblica. Il sindaco di Longarone e presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, nel suo intervento alla cerimonia di commemorazione delle vittime lo dice senza peli sulla lingua. ”Due anni - ha affermato - fa eravamo qui a ricordare le vittime e la distruzione provocate dal drammatico terremoto che aveva colpito il Centro Italia. Oggi quelle del tragico crollo del ponte Morandi a Genova. Un altro esempio di cattivo governo della cosa pubblica, dell’incapacità di comprendere il pericolo, di controllo, di prevenzione, ma soprattutto colmo di omissioni e di mancato rispetto delle regole”.

Servizio completo domani su Conquiste Tabloid

( 9 ottobre 2018 )

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

La canzone italiana non chiede di essere promossa artificialmente al rango della letteratura. Vi appartiene già. Da almeno un secolo

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Libri

Nella città dei morti

Il romanzo di Antonio Moresco, visionario e allegorico, fiabesco e giocoso, ci proietta dove l’umanità dei defunti non si è dispersa, ma è evasa oltre il possibili

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Mostre

Una chiave di lettura del Cosmo

La Galleria Borghese di Roma ospita la grande esposizione "Metamorfosi. Ovidio e le arti"

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it