Lunedì 6 dicembre 2021, ore 15:23

Quotidiano di informazione socio‑economica

Lavoro

Industria alimentare: formazione al centro

L’industria alimentare ha affrontato la pandemia mostrando caratteristiche di resilienza e anticiclicità. Oggi il comparto si afferma come traino della ripresa della nostra economia, e secondo Nomisma genera 25,3 miliardi di euro di valore aggiunto, una cifra superiore alla somma del valore aggiunto dei settori veicoli, nautica e aereonautica. Eppure mancano all’appello più di 70 mila tecnici. Mancano tecnici dell’organizzazione e della gestione dei processi produttivi, meccanici e tecnici della produzione alimentare, specializzati nelle industrie pastaie, artigiani per i caseifici. Per ovviare a questa carenza, è nata una convenzione tra Unione Italiana Food, AssoBirra, Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil, l’Università degli Studi dell’Insubria e la Rete Fondazioni ITS Italia. Un’intesa nata nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale, siglato un anno fa, e che darà il via, da settembre, a nuovi corsi biennali o modulari che prevedono il 30% della loro durata in azienda per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di tecnici altamente specializzati. 
I corsi sono stati presentati ieri in un incontro con rappresentanti di tutte le parti. “La convenzione – ha commentato il Direttore Generale di Unionfood, Mario Piccialuti – è espressione di concretezza dell’azione di rappresentanza, aggiornare i temi delle relazioni sindacali significa confermare un dialogo tra sindacato e impresa che nel settore alimentare ha costituito un punto di forza per la competitività del sistema e per l’attenzione al capitale umano”.
Saranno due i poli formativi. Da un lato, la realizzazione di corsi e internship aziendali in collaborazione con la Rete ITS con una formazione che spazia tra i diversi ambiti aziendali: tecniche di controllo qualità e valutazione ambientale, impianti e processi, certificazione nazionale e internazionale, filiere del made in Italy, legislazione alimentare nazionale, europea ed extra UE, logistica e marketing, economia e gestione aziendale. Dall’altro, l’Università degli studi dell’Insubria di Varese e Como, che ha messo a punto un percorso formativo per HR Junior, RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) e Operatori Sindacali con il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture (DiDec) che rappresenta una novità assoluta: per la prima volta, infatti, le Risorse Umane delle aziende alimentari e la RSU sono coinvolti nello stesso percorso formativo che mira a integrare e sviluppare le relazioni industriali e sindacali in un rapporto equilibrato tra normativa sindacale, del lavoro e delle tutele. 
“L’industria alimentare – ha detto il Segretario Generale della Fai Cisl, Onofrio Rota – si sta affermando come un laboratorio in cui stiamo sostenendo una visione di bene comune e di innovazione sociale e contrattuale. La formazione come diritto per tutti i lavoratori, così come concepita nel rinnovo del contratto nazionale, è una scommessa sulla quale non abbiamo mai avuto alcun dubbio: è il solo strumento che abbiamo per innalzare le competenze, la produttività, la dignità dei lavoratori, nonché per superare classificazioni professionali che nel giro di quattro o cinque anni potrebbero non avere più senso. Dobbiamo costruire in anticipo risposte adeguate davanti a un modello formativo che non funziona e alla mancanza di politiche attive strutturate, fattori che tagliano fuori giovani e meno giovani dalle opportunità occupazionali e di ricollocazione”.
Rossano Colagrossi

( 20 luglio 2021 )

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