Lunedì 8 marzo 2021, ore 13:56

Quotidiano di informazione socio‑economica

Elon Musk

Stakanovista ossessivo o paladino dell'umanità?

Per qualche settimana è stato l’uomo più ricco del mondo, superando Jeff Bezos, CEO di Amazon, di un miliardo di dollari. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Elon Musk. Per i pochi che non ne hanno mai sentito parlare, Elon è un imprenditore di origini sudafricane e canadesi naturalizzato statunitense. Cresciuto in Sud Africa con il padre, dopo l’adolescenza si trasferisce per gli studi universitari in Canada, dove ottiene un Bachelor degree in fisica. Giovane uomo dagli interessi svariati, continua i suoi studi, laureandosi in Economia. Ma non gli basta, a fine percorso pensa di intraprendere un dottorato di ricerca alla Stanford University in Scienza dei Materiali e Fisica Applicata, che abbandona però dopo soli due giorni.

Una vena imprenditoriale lo predomina spingendolo ad abbandonare gli ultimi studi e a buttarsi nel mondo del business. Fonda con il fratello Kumbal Musk una società di fornitura di prodotti online, la Zip2. Passano solo pochi anni quando decide di vendere l’azienda e con il ricavato partecipa alla fondazione della ben nota Paypal.

Siamo solo all’inizio di una lunga carriera di investimenti intelligenti che lo hanno portato ad essere noto a livello mondiale. Infatti, dopo Paypal, arrivano molte altre scommesse tra cui SpaceX, SolarCity, Tesla, e ancora OpenAI e Neuralink. Insomma, la lista é lunga e non è ancora finita, ma facciamo un passo alla volta.

Nel 2002 Musk fonda SpaceX, compagnia aerospaziale che vuole rendere accessibili a tutti i viaggi spaziali riducendone i costi fino ad arrivare alla colonizzazione di Marte. Tra i vari traguardi raggiunti dall’azienda è senz’altro degno di nota Falcon 9, il primo razzo riutilizzabile definito dalla stessa compagnia come “progettato per futuri viaggi nell’orbita terrestre e oltre” (“for the reliable and safe transport of people and payloads into Earth orbit and beyond”). Non mancano certo progetti più bizzarri, in linea con la personalità stravagante e geniale di Musk, come ad esempio il lancio nello spazio di una Tesla Roadster. L’auto, con tanto di manichino in tuta aerospaziale, è stata agganciata al razzo Falcon Heavy ed ha iniziato il suo tour nel 2017. Il viaggio prevede diverse tappe, tra cui Marte, a cui si è recentemente avvicinata, e potrebbe durare diverse decine di milioni di anni. Un’odissea senza reale ritorno per la povera Tesla, con una probabilità di schianto sulla terra del solo 2.5%. Senz’altro una bella trovata mediatica che ha attirato l’attenzione di molti.

Siamo nel 2003, a un solo anno dalla fondazione della compagnia aerospaziale, quando nasce Tesla, notissima casa automobilistica che produce esclusivamente affascinanti auto elettriche, di cui Elon diventa il principale investitore nel 2004. Nel 2016 Tesla ingloba SolarCity, azienda produttrice di pannelli fotovoltaici di proprietà dei cugini dell’intraprendente imprenditore. Le due aziende vanno a braccetto, condividendo l’obiettivo comune di un futuro ad energia pulita. L’idea è che l’energia venga generata in modo sostenibile per poi essere immagazzinata e utilizzata per il trasporto. Perché questo modello sia efficace le tecnologie utilizzate per la generazione, lo stoccaggio e il trasporto devono lavorare insieme in modo integrato affinché l'esperienza sia senza soluzione di continuità.

Nel 2015, l’irrefrenabile Musk partecipa alla fondazione di OpenAI, un’organizzazione no profit che studia l’intelligenza artificiale e il suo controllo. Alla base del progetto c’è il timore che un utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale possa un giorno danneggiare l’uomo. Quindi è fondamentale comprenderne a pieno i meccanismi per dominarla e utilizzarla in modo vantaggioso e sicuro. La compagnia però nel 2019 dichiara di aver sviluppato un’intelligenza in grado di generare notizie verosimili che nelle mani sbagliate potrebbe essere utilizzata illecitamente per creare ad esempio le famigerate fake news. Il risultato è tanto pericoloso da non venir nemmeno reso pubblico. Ed è a questo punto che lo stesso Elon Musk si dissocia dall’organizzazione dichiarando su Twitter "Non ero d'accordo con parte di quello che il team di OpenAI voleva fare".

Infine, merita di essere citata Neuralink, fondata nel 2016, azienda di neuro-tecnologie creata con l’intenzione di sviluppare un’interfaccia tra la mente umana e le tecnologie per raggiungere una "simbiosi con l'intelligenza artificiale”. La start up sta sviluppando dei dispositivi da impiantare nella scatola cranica in grado di leggere le attività dei neuroni. Il percorso è ancora lungo ma, secondo il fondatore della compagnia, dovrebbe fornire all’uomo maggior controllo sulle tecnologie, che in assenza dei giusti strumenti potrebbero sfuggire al controllo.

È evidente che tutti questi progetti siano connessi da un fil rouge, ovvero l’obiettivo che li accomuna: salvare l’umanità da pericoli più o meno incombenti e reali. Se infatti SolarCity e Tesla sono una chiara risposta al problema ambientale, è lecito chiedersi se effettivamente sia il caso di allarmarsi e puntare a colonizzare Marte in 50 anni, o ancora se l’intelligenza artificiale abbia raggiunto o raggiungerà mai un livello di autonomia e pericolosità tale da doversene proteggere. Eppure, concrete o meno che siano le minacce, Musk sembra cercare con tutte le sue forze di fornirci un aiuto, un piano B che possa permetterci di salvarci nel caso in cui le cose si mettano male.

Sono in molti a insinuare che dietro al desiderio di salvare il mondo si celi un’ossessione. Stakanovista nato, Musk lavora giorno e notte fino a che non raggiunge l’obiettivo prefissato e non sono in pochi i dipendenti a lamentarsi dei ritmi di lavoro esagerati richiesti dal famoso imprenditore, il quale in primis dichiara di lavorare 80 ore a settimana e di ritrovarsi spesso a dormire sul pavimento del proprio ufficio. Discutibile come stile di vita, questo è certo, ma i risultati sono tangibili.

Forse quest’uomo insolito ha un’idea un po’ utopistica di un futuro fantascientifico in cui sta investendo tutto se stesso, economicamente e non. E anche se a volte fa il passo più lungo della gamba e forse non raggiungerà mai l’obiettivo sperato, sicuramente con le sue idee sta rivoluzionando il mondo e la storia dell’uomo.

Vuoi svegliarti la mattina e pensare che il futuro sarà fantastico - e questo è ciò che significa essere una civiltà che viaggia nello spazio. Si tratta di credere nel futuro e pensare che il futuro sarà migliore del passato. E non riesco a pensare a niente di più eccitante che andare là fuori ed essere tra le stelle.”

Giulia D'Ambrogio

( 8 marzo 2021 )

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