Venerdì 7 ottobre 2022, ore 12:03

Prezzi 

Decreto Energia, sul piatto altri 10 miliardi 

Assegni a 5,3 milioni di nuclei per 8,6 milioni di figli e oltre sei miliardi di euro di spesa complessiva: il dato arriva dall'Inps che ha pubblicato l'Osservatorio sull'Assegno unico aggiornato a luglio 2022. IL pagamento è partito a marzo. "Nei primi cinque mesi di competenza sono stati erogati alle famiglie assegni per oltre sei miliardi di euro. L'importo medio mensile per richiedente è risultato pari a 233 euro ed è stato pagato in media per 1,6 figli per ciascun richiedente, mentre l'importo per ciascun figlio è risultato, sempre in media, di 145 euro”.
Circa il 46% degli assegni pagati per figlio si riferisce a beneficiari appartenenti a nuclei con Isee inferiore ai 15 mila euro, con l'erogazione del massimo dell'assegno, mentre più del 20% dei figli appartiene a nuclei familiari che non hanno presentato Isee e quindi ad essi viene erogato l'importo minimo (50 euro al mese). L'Inps ricorda che l'importo dell'assegno va da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore per Isee fino a 15mila euro, a un minimo di 50 euro in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 40 mila euro.
Nel mese di luglio, a fronte di una media per figli di 145 euro, la concentrazione di importi più elevati si ha al Sud (il valore massimo pari a 166 euro per ciascun figlio si registra in Calabria) mentre gli importi meno consistenti si registrano al Centro e al Nord.
A Palazzo Chigi si lavora a pieno ritmo per chiudere entro giovedì sul nuovo decreto aiuti. Possibile una dote di 10 miliardi, ma le risorse con cui finanziare il dl potrebbero anche aumentare, trainate dall'aumento delle entrate tributarie (45.546 milioni di euro a luglio, +1.370 milioni di euro) e da un eventuale tesoretto aggiuntivo derivante da decreti inattuati. Si attendono gli ultimi dati di agosto e, soprattutto, il calcolo degli introiti degli extraprofitti. Mercoledì è in programma una riunione per tirare le somme. Intanto, incrociando i dati di alcune tabelle che circolano in ambienti ministeriali e i numeri ufficiali della presidenza del Consiglio, emergono 392 decreti ”inattuati” o ”scaduti” dal valore complessivo di circa 7,8 miliardi nel 2022: 121 risalenti ai governi Conte e 271 a quello Draghi. Di questi ultimi, 92 sono scaduti, 61 non ancora e 118 sono senza termine, rimarca Palazzo Chigi, sottolineando tanto l'impegno profuso per ridurre dell'82,2% i provvedimenti arretrati (passati dai 679 del febbraio 2021 ai 121 odierni), quanto la sferzata impressa dal premier per avvicinarsi il più possibile all'azzeramento dello stock. Obiettivo: utilizzare tutte le risorse a disposizione e, all’occorrenza, riutilizzare quelle che non riescono ad essere impiegate come da previsioni. Un eventuale tesoretto che potrebbe spuntare a sorpresa ed essere utilizzato entro l’anno a sostegno degli aiuti in un momento così complicato. Comunque vada, ”nulla andrà perso”, garantisce il Governo. Sarà in particolare il mondo produttivo - piegato dal caro bollette e dall’inflazione - al centro del provvedimento in arrivo. Tra le misure date quasi per certe c'è quella sul credito di imposta (aumento, proroga, o entrambe le leve) per le imprese energivore, ma le ipotesi spaziano da un intervento diretto alle pmi in crisi di liquidità a quote di elettricità a buon mercato (provenienti dalle rinnovabili) riservate a determinati settori industriali. Al Mef il mantra è scongiurare un possibile blocco produttivo. Per questo, si lavora anche all'attuazione della misura - inserita nel decreto bollette di marzo - che prevede che il Cse acquisti il gas per poi poterlo rivendere alle imprese energivore ad un prezzo calmierato con contratti di lungo periodo. Non solo. La norma sugli extraprofitti delle società energetiche dovrebbe essere rivista per poterla applicare meglio, delimitando con più precisione, ad esempio, le operazioni straordinarie e infragruppo coinvolte. Si valuta anche l'ipotesi di una cassa integrazione a costi più ridotti, provvedimento fortemente richiesto dai sindacati, ma le cui coperture sono ancora tutte da appurare. La maggioranza, intanto, è al lavoro per concentrare gli emendamenti - sono oltre 440 quelli presentati - al dl aiuti bis approdata al Senato. Dovrebbero essere accolti solo quelli non onerosi e i temi condivisi sembrano essere: le semplificazioni dei crediti del superbonus, il fotovoltaico e lo stop al docente esperto. Giovedì, la data cerchiata in rosso per la prossima riunione del Consiglio dei ministri, potrebbe tenersi una conferenza stampa con l'annuncio dettagliato delle misure ma anche del piano di risparmi energetici a cui ha lavorato il ministro della Transizione Ecologica Cingolani. La proroga dell'ora legale, suggerita da alcuni partiti, per ora rimane una proposta. Il giorno dopo il possibile Cdm, si terrà un altro incontro cruciale in Ue sul fronte dell’energia: la riunione dei ministri competenti che discuteranno tanto del price cap, quanto della possibilità di slegare il prezzo dell'energia da quello del gas. Entrambi cavalli di battaglia di Draghi.
La situazione continua a essere drammatica, ”centinaia di migliaia di posti di lavoro sono a rischio nella sola manifattura. Complessivamente sono un milione i posti di lavoro a rischio nei prossimi mesi”. Il leader della Cisl Sbarra rilancia l’allarme, parlando a Isoradio dell'aumento delle bollette di luce e gas. Sottolinea Sbarra: ”Bisogna intervenire in maniera decisa attraverso due livelli: il primo riguarda l'Europa che deve mettere in campo un forte e deciso intervento con un tetto massimo al prezzo del gas, un Recovery energia e rifinanziando il programma Sure. Poi serve un’azione decisa dell'attuale Governo con un decreto da assumere con urgenza e straordinarietà finalizzato a liberare risorse per sostenere le imprese, in particolare energivore, e anche le famiglie, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati, mettendo un tetto sociale al prezzo dell'energia”. Aggiunge il numero uno di Via Po: ”Dobbiamo tutelare il lavoro. L’ipotesi può essere quella di una nuova cassa integrazione sul modello della cassa Covid, che sostenga da un lato le imprese e dall'altro i lavoratori con interventi di integrazione dei trattamenti di sostegno al reddito”. La tassazione sugli extra-profitti ”è una misura giusta che va confermata anche per ragioni di equità. L'asticella del prelievo va alzata. E va allargato il perimetro di applicazione alle grandi multinazionali della logistica e dell'economia digitale”. Alle forze politiche impegnate in campagna elettorale la Cisl chiede di ”mettere come priorità il tema del lavoro, investire molto sulla formazione, mandare avanti le riforme a partire da pensioni e fisco, sbloccare e rilanciare gli investimenti, a partire del Pnrr e costruire una politica di coesione nazionale per agganciare il Mezzogiorno al resto del Paese”.
Anche per il segretario generale della Uil Bombardieri. ”c’è bisogno di un nuovo finanziamento europeo per coprire la cassa integrazione e gli ammortizzatori sociali, per far fronte a questo periodo di 'guerra economica'. Durante la pandemia è stato utilizzato il programma Sure. L’Europa deve decidere il tetto per il prezzo del gas, ma deve anche intervenire economicamente, con un nuovo programma Sure, per far fronte alle difficoltà occupazionali di quelle aziende che consumano energia”. Bombardieri sollecita la politica ad impegnasi ”per ricostruire questo Paese partendo dal lavoro stabile, dignitoso e ben pagato”.
Giampiero Guadagni

( 6 settembre 2022 )

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