Martedì 11 agosto 2020, ore 21:31

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Riforme 

Dl semplificazioni, allarme sugli appalti 

Semplificazioni ma no al far west. Soprattutto negli appalti. Lo chiedono i sindacati e anche esponenti della maggioranza, inclusa la ministra delle Infrastrutture, De Micheli. Nel settore degli appalti, lavori, servizi e forniture, sottolineano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello, Tiziana Bocchi, ”l’innovazione e la semplificazione, necessarie per rilanciare la competitività del Paese, possono avere luogo assumendo una politica di rigore e chiarezza, non certo attraverso scorciatoie inutili e dannose”. Se la Legge “Sblocca Cantieri” ha di fatto avuto l’effetto opposto rispetto ai principi enunciati, rendendo ancora più incerto il quadro legislativo, sostengono i sindacati, è ”necessario non incrementare questa incertezza con nuove regole, ma, al contrario, aggiornando il codice sugli aspetti della semplificazione per dare immediato impulso alla ripartenza”. Cgil CIsl e Uil ribadiscono le proprie proposte, a cominciare da quelle di semplificazioni procedimentali ante gara, emissione di un’unica autorizzazione per l’avvio dei lavori, riduzione e qualificazione delle Stazioni Appaltanti (dalle attuali 35.000 a 1.500), digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. I sindacati chiedono inoltre la definizione dell’elenco delle opere prioritarie da realizzare tra Governo e Regioni e investimenti strutturali in aggiunta alle risorse dei Fondi Strutturali Europei. E’ poi necessario, spiegano i segretari confederali, evitare una utilizzazione ”generalizzata ed immotivata” dei Commissari Straordinari ed ”ove previsti rendere vincolante il confronto con le parti sociali, rafforzando i protocolli di legalità”. Sul fronte del Durc, i sindacati ne chiedono l’applicazione obbligatoria rispetto alla congruità della manodopera. Infine, Cgil Cisl e Uil ribadiscono l’importanza di evitare l’affidamento diretto dei lavori e il ricorso all’offerta al massimo ribasso. Applicando queste modifiche direttamente al testo originario del Codice Appalti, spiegano Massafra, Cuccello e Bocchi, abrogando lo Sblocca Cantieri e la filosofia che lo accompagna, ”che in parte sembra condizionare anche la discussione di questi giorni quando si parla di sanatorie, condoni, affidamenti senza bandi di gara fino ad importi molto elevati, garantiremmo quell’impulso necessario alla ripartenza del Paese, in termini di qualità, sicurezza e legalità”.
L’obiettivo è dunque quello di semplificare e velocizzare senza prendere scorciatoie. Anche la ministra De Micheli evidenzia che sul fronte degli appalti ”possono essere messe in campo procedure esistenti nel codice degli appalti che hanno regole, e valgono anche per importi più elevati di quelli attuali, per accelerare attività relative ad investimenti pubblici” ma con paletti sulla sicurezza sul lavoro e sui criteri antimafia. Servono paletti, spiega la ministra, ”per proteggere i cantieri sia dalle infiltrazioni che dal lavoro nero”. Semplificazioni procedurali, dunque, ”ma con garanzie sul fronte del lavoro e dell'antimafia”.

( 1 luglio 2020 )

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