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Auto

Fca - Renault, da Nissan un primo sì

La fusione tra Fca e Renault resta sotto i riflettori dei mercati. Dopo l’entusiasmo iniziale i titoli di entrambe le aziende hanno ingranato la retromarcia ed anche ieri, in una giornata segnata dalla cattiva performance di tutto il settore automotive, hanno chiuso in territorio negativo. Si tratta con ogni probabilità delle prese di beneficio che seguono sempre ad una fiammata di borsa. Tuttavia dalla patina dorata dell’ufficialità cominciano a trapelare i primi dubbi.

Secondo il Wall Street Journal in Francia governo e sindacati si stanno interrogando sulla possibilità che l’accordo sottovaluti Renault e metta a rischio posti di lavoro. per evitare questo scenario si materializzi l’esecutivo, il maggiore azionista di Renault, avrebbe messo sul tavolo una serie di richieste. Fra queste la necessità che Parigi sia rappresentata nel consiglio di amministrazione della nuova società, ma anche ingenti investimenti nello sviluppo di batterie elettriche in Europa. Di fondamentale importanza per bilanciare il peso di Fca, che Oltralpe si teme possa divenire soverchiante, è l’estensione dell’intesa a Nissan e Mitsubishi, sulla cui partecipazione resta il punto interrogativo.

Per convincere i partner il presidente di Renault Jean-Dominique Senard è volato in Giappone per illustrare loro il progetto, di cui ieri in conferenza stampa è tornato ad esporre i vantaggi: ”Una partnership più stretta può solo migliorare l’alleanza”, ha detto Senard.

La sua missione non ha prodotto però risultati definitivi: tanto Nissan che Mitsubishi si mantengono infatti in posizione di attesa. Dall’amministratore delegato della casa giapponese, Hiroto Saikawa, dopo la riunione nel il quartier generale di Yokohama, sobborgo di Tokyo, del board che si occupa della supervisione dell’alleanza, è arrivata una cauta apertura. Nissan e Chrysler, ha ricordato però Saikawa, competono sul mercato nord americano e ”vogliamo considerare e discutere questo aspetto” e ”vedere da vicino come vanno le cose”. Prudente anche l’amministratore delegato di Mitsubishi, Osamu Masuko: ”Abbiamo bisogno di tempo per determinare i benefici”.

( Articolo integrale domani su Conquiste Tabloid)

( 30 maggio 2019 )

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