Giovedì 9 luglio 2020, ore 5:58

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Emergenza

L’economia compromessa in poche settimane

navirus sull’economia ha già prodotto danni enormi. Il rapporto Congiuntura di Confcommercio stima per marzo una flessione su base mensile del Pil, al netto dei fattori stagionali, dell'1,9%. Il calo su base annua sarebbe del 2,4% rispetto allo stesso mese del 2019. Nel complesso del primo trimestre il Pil è stimato ridursi dello 0,8% rispetto all'ultimo quarto e dell'1% nel confronto annuo. A febbraio, il report dell’associazione stima una riduzione complessiva dell'Indicatore dei Consumi dell’1,1% su base mensile e dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2019. ”Considerando la previsione per il mese di marzo che indica una riduzione tendenziale pari a 2,4 punti percentuali, il primo trimestre subirebbe una riduzione di Pil rispetto allo stesso periodo del 2019 pari a un punto percentuale. ”Immaginando un approfondimento della crisi nei mesi di marzo e aprile - evidenzia Confcommercio -, un alleggerimento delle condizioni restrittive sulla produzione e sulle attività commerciali nonché sulla mobilità di merci e persone già nel mese di maggio e una normalizzazione all'inizio di giugno, nell'anno 2020 si rischia una perdita dei consumi complessivi delle famiglie pari a oltre 18 miliardi di euro (quasi il -2,6%), con un Pil a -1% rispetto al 2019”.

è evidente che le misure per arginare il contagio economico sono fondamentali. Anche per questo, i sindacati ribadiscono la necessità di non lasciare indietro nessuno. Ieri Cgil Cisl e Uil hanno chiesto di inserire i lavoratori domestici tra i beneficiari della cassa integrazione in deroga . I sindacati, con i segretari confederali, Tania Scacchetti della Cgil, Luigi Sbarra della Cisl e Ivana Veronese della Uil, hanno espresso forte preoccupazione alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo riguardo ”la situazione che si sta creando in relazione a colf e badanti, la cui attività viene sospesa in questi giorni a causa delle misure precauzionali relative al contenimento del virus Covid-19”.

Quindi ”per evitare grave pregiudizio del reddito di queste lavoratrici e lavoratori, che possono andare incontro addirittura alla perdita dell'alloggio”, i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto che i lavoratori domestici siano esplicitamente inclusi tra i beneficiari della cassa integrazione in deroga prevista” dalla nuove norme decise dal governo.

Intanto, ieri l’Inps ha emanato la prima circolare sullo stop degli adempimenti e del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni per le imprese e per gli autonomi. Le indicazioni, per ora, si fermano a quanto previsto dal decreto legge del 2 marzo, con le misure iniziali a favore di famiglie e imprese colpite dall’emergenza coronavirus. Al momento, le regole dettate dall’istituto riguardano solo le zone rosse e il comparto del turismo, per un periodo che va dal 23 febbraio al 30 aprile. Ma nella stessa circolare si legge che ”tali istruzione saranno attualizzate alla luce delle nuove eventuali norme emanate dal governo, in relazione all’emergenza epidemiologica”.

( 13 marzo 2020 )

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