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L’Italia resta ferma. Il pil non riparte

La crescita del Pil acquisita per il 2019 (quella che si otterrebbe se i restanti trimestri dell'anno si chiudessero con una variazione nulla) risulta pari a zero. La rilevazione arriva dall' Istat diffondendo i dati sul secondo trimestre. Inoltre, prosegue ormai da cinque trimestri la fase di stagnazione, che caratterizza l'economia italiana a partire dal secondo trimestre del 2018.

"Alla stagnazione dell'attività ha corrisposto una battuta d'arresto della dinamica congiunturale dell'input di lavoro: le ore lavorate sono diminuite dello 0,1%". Inoltre a luglio la disoccupazione giovanile (15-24anni) torna ad aumentare, con il tasso che si porta al 28,9% (+0,8 punti su giugno). Intanto dritti verso la legge di bilancio. La prima grande prova dell'esecutivo giallo-rosso sarà la prossima manovra, un campo d'azione vastissimo in cui si misureranno i rapporti della nuova maggioranza e in cui il Conte-bis sarà chiamato a giocare le prime decisive carte per rilanciare un'economia stagnante e per ricompattare l'opinione pubblica intorno alla nuova compagine di governo. Il presidente del consiglio non sembra avere alcun tentennamento.

Poi il Governo. Appena ricevuto l'incarico al Quirinale, Conte ha già annunciato che si metterà subito all'opera per "contrastare l'aumento dell'Iva, tutelare i risparmiatori, dare una solida prospettiva di crescita e sviluppo sociale". E per far sì che l'Italia sia un paese dove le tasse le paghino tutti, "ma proprio tutti", ma le paghino meno. Indicazioni che non rappresentano ancora un programma dettagliato, ma che emergono già chiaramente e che vengono integrate su un punto chiave per i Cinquestelle da Graziano Delrio, ex ministro delleInfrastrutture dem: "Una revisione delle concessioni pubbliche,non solo quella di Autostrade, ci trova perfettamente d'accordo". La manovra partirà inevitabilmente dal disinnesco delle clausole Iva da 23 miliardi. Far salire le aliquote sarebbe un azzardo troppo grande per un governo appena insediato e probabilmente lo sarebbe anche ipotizzare, come forse a livello tecnico è stato già fatto, un rimescolamento di qualche voce, magari con passaggi reciproci tra il 10 e il 22%. Trovare le risorse potrebbe essere meno complicato del previsto, non solo grazie a 1,5 miliardi circa di entrate strutturali in più già emersi nel decreto di luglio, ma anche grazie ai risparmi di spesa sugli interessi del debito (fino a un mese fa il Tesoro stimava circa 3 miliardi aggiuntivi rispetto alle stime del Def) e alle minori spese per Quota 100 (tra i 2 e 3 miliardi anche nel caso venisse riconfermata così com'è).

"Mi auguro che finalmente si riparta su crescita e lavoro, che sono le vere priorità' del Paese. Su questo ci vuole discontinuita' rispetto alle politiche dell'ultima finanziaria. Serve sbloccare le tante infrastrutture bloccate in quest'anno e investire su innovazione, ricerca e formazione", ha dichiarato Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, intervenendo in diretta questa mattina a Radio Uno Rai. "Ci aspettiamo che ci si occupi immediatamente di queste vertenze" ha poi affermato Furlan, parlando dei tavoli di crisi aperti al Mise, da Alitalia all'Ilva, da Whirpool a Mercatone Uno. Vertenze che per il numero uno della Cisl "coinvolgono oltre 450 mila lavoratori e lavoratrici, ma che riguardano anche aziende importantissime per il sistema Paese. Tante vertenze che lo scorso governo ha lasciato troppo tempo a giacere inutilmente sul tavolo del Mise. Serve davvero un colpo d'ala importante e va cambiata assolutamente la linea economica e produttiva dello scorso governo, mettenedo al centro lo sviluppo e la crescita."..

( 30 agosto 2019 )

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