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Manovra

Niente lotteria degli scontrini e plastic tax giù del 70%

Un taglio di netto alla tassa sulla plastica e una riduzione delle "microtasse" di circa un miliardo. Il rinvio a luglio la lotteria degli scontrini. Lo stop alle multe per i commercianti che non aderiscano. Eccole, alcune delle novità nel cantiere della manovra. Tanto resta da definire. Le commissioni di Camera e Senato che esaminano decreto fiscale e legge di bilancio sono ferme: si tenterà un’accelerazione nel fine settimana. Ma non è detto che si riesca, sia perchè c’è chi, come Italia viva, già fa sapere di non accontentarsi, sia perchè ci sono coperture ancora da trovare. E cresce l’allarme tra chi vede a rischio le sue proposte, come le deputate di maggioranza che fanno appello al ministro Roberto Gualtieri per mettere in salvo il loro emendamento per la "tampon tax", la riduzione dell’Iva sugli assorbenti.

Ad agitare gli animi ci sono anche temi come il carcere agli evasori, su cui prosegue il braccio di ferro. Sulla plastica, intanto, il governo sembra mettere un primo tassello, accogliendo le indicazioni delle aziende, concentrate in particolare in Emilia Romagna. Un emendamento dovrebbe tagliare l’imposta del 70% ed escludere non solo la plastica compostabile e biodegradabile, ma anche quella riciclata e tutti i dispositivi medici e gli imballaggi di medicinali, incluse le siringhe.

Di più, Gualtieri, che annuncia un piano nazionale per la plastica sostenibile, starebbe lavorando per rafforzare gli incentivi per la riconversione della produzione verso riciclo e riuso (c’è già un credito d’imposta del 10% fino a 20 mila euro). Se si somma al quasi "azzeramento" dell’imposta sulle auto aziendali, si arriva a una riduzione delle microtasse in manovra di circa 1 miliardo, con coperture ancora da indicare (ma si conterebbe sul miglioramento delle entrate fiscali).

Ad Iv però non basta: la richiesta è abolire del tutto la plastic tax. I lavori sulla legge di bilancio dovrebbero entrare nel vivo nel fine settimana, al Senato, per arrivare in Aula come previsto il 3 dicembre. Quasi una "mission impossible", che però permetterebbe (come chiede anche il capogruppo Pd Andrea Marcucci) di approvare la legge di bilancio in tre letture e rinviare alcune delle modifiche alla Camera, per poi tornare al Senato per il via libera, magari tra Natale e Capodanno. Anche a Montecitorio si proverà nelle prossime ore un’accelerazione sul decreto fiscale, per portarlo in Aula venerdì (e approvarlo con probabile voto di fiducia). Ma non solo i tempi sono assai ristretti: restano ancora da sciogliere diversi nodi, a partire dalle modifiche alla norma sul carcere e la confisca per gli evasori, su cui una riunione registra una nuova fumata nera. Si va verso invece verso un’intesa sull’allentamento alla stretta sugli appalti. Per gli enti locali arrivano 100 milioni in manovra e un aumento a 1400 euro degli stipendi dei sindaci di piccoli comuni.

 

 

 

( 29 novembre 2019 )

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