Lunedì 4 maggio 2026, ore 19:06

Economia 

Peggio del 2009 

Un crollo peggiore di quello del 2009. Ad aprile, rileva l’Istat, l’industria ha subito un calo verticale a causa delle misure di chiusura imposte a numerose attività i per il contenimento dell’epidemia di Covid-19 e della forte flessione della domanda rivolta alle imprese. Il mese di aprile ha registrato, infatti, i peggiori risultati per entrambe le serie storiche (disponibili da gennaio 2000), in termini sia congiunturali (rispetto al mese prima) sia tendenziali (su base annua).
Secondo i dati diffusi ieri dall'Istat, il fatturato è sceso ad aprile del 29,4% rispetto al mese precedente, segnando una nuova pesante flessione dopo il meno 25,8% di marzo. Ancora più drammatico il calo degli ordinativi che hanno registrato una flessione del 32,2% su base mensile, dopo il meno 26,4% di marzo. Il calo mensile del fatturato, spiega l'istituto di statistica, è esteso sia al mercato interno, che cede il 27,9%, sia a quello estero, che segna una caduta del 32,0%.
Sul fronte degli ordinativi, sono le commesse provenienti dal mercato interno a registrare il peggiore risultato (meno 33,9%) rispetto a quelle provenienti dal mercato estero (meno 30,0%).
La flessione è trasversale a tutti i raggruppamenti principali di industrie. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2019), il fatturato è sceso del 46,9% rispetto all’aprile dello scorso anno, con cali del 48,1% sul mercato interno e del 44,6% su quello estero. Su base annua, l’indice degli ordinativi ha segnato una caduta del 49%, con cali su entrambi i mercati (meno 53,0% quello interno e meno 43,6% quello estero).
L’unica eccezione a questo tracollo generalizzato è rappresentata dell’industria farmaceutica (+1,5%). Il calo peggiore ha riguardato il settore dei mezzi di trasporto (meno 71,2%).
Dati allarmanti, che fanno il paio con quelli esposti ieri dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Nell’ipotesi di una piena ripartenza ad ottobre, ha sottolineato Sangalli, i consumi avranno un crollo pari a circa 84 miliardi di euro nell’anno in corso. Una cifra spaventosa, che diventa ancor più pesante se si considera che ben 271mila imprese rischiano di chiudere. I settori interessati, ha evidenziato il presidente di Confcommercio, ”sono commercio, pubblici esercizi e servizi, con tanto di perdita di circa un milione di posti di lavoro”.
Solo nella logistica e nei trasporti le perdite potrebbero arrivare a 28 miliardi. Ci sono inoltre filiere, come quella del turismo, ha ricordato Carlo Sangalli, che ha visto azzerare i fatturati.

( 17 giugno 2020 )

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