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Pil, arriva la conferma: l’Italia è in recessione tecnica

Arrivano i dati finali. L'Istat ha confermato che l'Italia è entrata in recessione tecnica. L'istituto di statistica ha rivisto al rialzo il dato congiunturale del Pil relativo al quarto trimestre 2018 comunicato a fine gennaio (da -0,2% a -0,1%) ma si tratta comunque del secondo trimestre consecutivo di calo, dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre.

Il dato negativo lascia un'eredità pesante sull'economia del 2019. La variazione acquisita per il Pil dell'anno in corso, quella che si registrerebbe in caso di variazione nulle per tutti i trimestri, è pari a -0,1%. A differenza del dato preliminare l'Istat ha dffuso anche un maggiore dettaglio sui singoli aggregati, che risultanto tutti in aumento. con una crescita dello 0,1% dei consumi nazionali e dello 0,3% degli investimenti fissi lordi; le importazioni e le esportazioni sono cresciute dello 0,7% e dell'1,3%.

Guardando ai contributi delle singole componenti, sul dato negativo incide pesantemente la variazione delle scorte (-0,4%) mentre tutte le altre voci risultano in aumento. Positivi i contributi di consumi (+0,1%) e investimenti (+0,1), mentre è marcato anche il contributo della domanda estera netta (+0,2%). Resta il dato di fondo: l’Italia alla fine del 2018 mostra un Pil più debole rispetto ad altri Paesi ’Big’ in campo internazionale.

Sempre nel quarto trimestre del 2018, invece, il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,3% in Francia ed è rimasto stazionario in Germania. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 3,1% negli Stati Uniti, dello 0,6% in Germania e dello 0,9% in Francia.

Nel complesso, il Pil dei paesi dell’area euro - riporta l’Istat - è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nel confronto con il quarto trimestre del 2017. "Sicuramente non ci sarà nessuna manovra che porterà nuove tasse, è l’unica cosa che mi sento di poter dire. Poi aspettiamo i numeri reali. Di sicuro non aumenteremo le tasse". Così il vicepremier Matteo Salvini, in conferenza stampa alla Camera, rispondendo a una domanda sul rischio di una manovra correttiva. Interpellato su una possibile alleanza di centrodestra al governo, il ministro dell’Interno ha tagliato corto: "Ne parliamo tra 5 anni".

Questa volta in perfetta armonia anche il ministro dell’Economia: "La correzione della manovra non può essere la soluzione per ridurre il rapporto debito-Pil. Vedremo con l'andamento congiunturale come si declineranno queste variabili e ne discuteremo In Europa. Dobbiamo capire quello che possiamo fare insieme e quello che fa il vicino, come i grandi progetti di investimento che vanno fatti anche indebitandosi a livello europeo. Siamo in una fase storica di tassi molto bassi e quindi in questa situazione è consigliabile investire anche a debito", ha detto al Board Forum 2019 organizzato da Spencer Stuart a Milano, Giovanni Tria, secondo il quale "il sentiero di crescita del debito dipende da poche variabili ed è sul tasso di crescita che bisogna agire. L'obiettivo del governo nella Legge di bilancio era di stare in un sentiero di decrescita del rapporto debito-Pil".

( 5 marzo 2019 )

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