Lunedì 1 marzo 2021, ore 12:03

Quotidiano di informazione socio‑economica

Turismo

Terapia d’urto e risorse straordinarie per un settore in ginocchio

Venezia senza maschere e turisti, per il più triste dei Carnevali da sempre, è solo l’ul tima fotografia del tracollo del turismo del Bel Paese. I Mondiali di sci a Cortina senza pubblico, i centri delle nostre città d’arte praticamente vuoti, il 90 per cento dei nostri 30 mila alberghi chiusi, voli quasi azzerati. Il settore del turismo è in ginocchio. Sull’orlo del baratro. Con la ristorazione, il settore sicuramente più colpito da questa terribile pandemia.

La stagione invernale praticamente non è mai partita e l’appros simazione con cui si sono bloccate le riaperture delle piste a 12 ore dal riavvio degli impianti sciistici ha acuito la crisi di un settore che già nel 2020 aveva chiuso hotel e skilift a metà stagione. Gli operatori, che aspettano da settimane i ristori di Natale, ora chiedono risarcimenti immediati e significativi. Si parla di circa 4 miliardi di danni. “ Dopo l’ultima doccia fredda siamo alla fine dei giochi – sostiene Renzo Minella, presidente degli impianti veneti – non garantiremo più aperture e ogni società farà come crede. Ora ci aspettiamo ristori e indennizzi . E’ un anno che non incassiamo niente ma il 70 per cento dei costi sono incomprimibili. Che tu apra o non apra “. Le imprese sollecitano interventi immediati .“Chiedia mo un intervento veloce e sostanzioso per permettere alle aziende di sopravvivere “ , la richiesta di Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Confindustria Alberghi.

E’ fermo da tempo il turismo dei viaggi organizzati , il termalismo, il mondo degli eventi e delle feste. Secondo i 13mila operatori dei viaggi organizzati , agenzie e tour operator avrebbero perso circa 20 miliardi di giro d’affari, mettendo a rischio gran parte degli occupati di questo segmento, circa 80.000 addetti. Pesantemente colpita anche l’indu stria dell’organizzazio ne di eventi , convegni, congressi, che ha accusato nel 2020 una riduzione di oltre l’80 per cento dei ricavi,con una perdita per il comparto di circa 30 miliardi. Ferme le strutture del termalismo e del benessere.

E purtroppo il sistema dei ristori, in questo settore , non ha funzionato minimamente . A pochi sono arrivate briciole, molti stanno ancora aspettando, in tanti sono stati esclusi. Un po’ per la miopia del meccanismo basato sui codici Ateco e delle soglie stabilite troppo rigidamente per accedere agli indennizzi. Poco utilizzabile anche il credito d’imposta, perché i ricavi sono azzerati. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, proprietario di 12 strutture, lo spiega con chiarezza . “ Per i ristori c’è il limite dei 150 mila euro, ma non ad albergo, a ragione sociale. Quindi nella migliore delle ipotesi riceverò 150 mila euro

per 12 alberghi. Ma solo per l’albergo di Roma di elettricità pago 38.000 euro l’anno. “E solo nel suo gruppo, finita la cassa integrazione ed il blocco dei licenziamenti, rischiano il lavoro 300 addetti su 400.

In forse la riapertura per decine di migliaia di piccole imprese e, finite le protezioni sociali, sono a rischio, solo nel comparto turistico, centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Serve una terapia d’ur to e soprattutto servono risorse straordinarie per tenere in piedi un settore che pure conta il 14 per cento del Pil e 2 milioni di addetti.

Serve un disegno. Un piano strategico. In cui il turismo deve diventare realmente asse strategico per il rilancio del Paese. Un Paese che con 52 siti Unesco ed il 40 per cento della ricchezza culturale di tutto il mondo è veramente patrimonio mondiale dell’umanità. “Ac cogliamo con favore la rinascita del Ministero del Turismo – ha detto il segretario generale della Fisascat Cisl, Davide Guarini – Una scelta quanto mai necessaria data l’urgen za d’intervenire in questo settore strategico dell’economia “. Insomma dalle parole bisogna ora passare ai fatti . Il governo dovrà decidere in tempi strettissimi sul futuro di Alitalia e ritardi e incertezze non sono più ammissibili. E’ di queste ore ad esempio il fallimento della trattativa tra Invitalia ed un gruppo turistico italiano per rilevare 8 villaggi in Sicilia, Basilicata, Puglia e Calabria. Il mondo delle imprese chiede certezze.

Il presidente del Consiglio Draghi nel suo intervento programmatico alle Camere una cosa l’ha detta con chiarezza. “ Dopo la crisi sanitaria e ambientale che viviamo il modello di turismo cambierà. Lavoratori e operatori verranno aiutati , ma il turismo avrà un futuro se preserverà ambiente e città d’arte”. Ha indicato la strada per la ripartenza.

Mauro Lozzi

( 1 marzo 2021 )

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