Giovedì 9 luglio 2020, ore 7:14

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Visco: il Pil può crollare del 13%. Evasione aumenta il peso delle tasse

L'incertezza oggi è forte ma oggi da più parti si dice "insieme ce la faremo". Lo diciamo anche noi". Così il governatore di Bankitalia Ignazio Visco sottolineando che non lo si deve dire però "solo con ottimismo retorico, bensì per assumere collettivamente un impegno concreto". "Serve un nuovo rapporto tra Governo, imprese dell'economia reale e della finanza, istituzioni, società civile; possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo "contratto sociale", ma anche in questa prospettiva serve procedere a un confronto ordinato e dar vita a un dialogo costruttivo". Infine un chiaro appello: "Nessuno deve perdere la speranza" dice Visco.

Il Governatore di Bankitalia nelle considerazioni finali avverte però che "i fondi europei non potranno mai essere 'gratuiti'" perché "il debito europee è debito di tutti". Visco definisce l'ultima proposta Ue, del fondo da 750 miliardi "un'opportunità importante". "L'Italia - aggiunge inoltre - è chiamata ad uno straordinario sforzo per sfruttare le opportunità offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni".

“Siamo molto d’accordo e condividiamo l’analisi del Governatore della Banca d’Italia Visco : è assolutamente necessario un grande patto sociale, come fece l’allora presidente Ciampi, tra governo, imprese e sindacati per investire bene e spendere le risorse davvero ingenti che l’Europa ci affiderà”, ha commentato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. “Il Governatore Visco ha fatto oggi una fotografia molto veritiera della realtà, ma ha anche definito bene un percorso per uscire da questa grave situazione, sottolineando con coraggio e molta oculatezza quello che la Cisl sta proponendo al Governo Conte: per risollevare il paese dobbiamo lavorare insieme. Occorre una maggiore coesione sociale, un dialogo costante e costruttivo tra il Governo, le parti sociali e le istituzioni tutte. Occorre una condivisione delle scelte, degli obiettivi, selezionare bene gli investimenti pubblici e privati che il paese deve fare nei prossimi mesi, utilizzando le ingenti risorse che l’Europa ci metterà a disposizione. E’ una opportunità importante come ha ricordato oggi il Governatore della Banca d’Italia che non bisogna sprecare o disperdere in modo da creare un paese migliore. C’è il rischio di un aumento forte delle diseguaglianze sociali e dell’area della povertà. Dobbiamo fare ogni sforzo, mobilitando tutte le risorse, per far partire i cantieri, investire in infrastrutture materiali ed immateriali, digitalizzazione, innovazione, formazione, scuola, ricerca. Speriamo che il Governo ci ascolti."

Resta un dato: "Nello scenario di base la flessione dell'attività produttiva nel 2020 sarebbe pari al 9%" e nel 2021 il Pil "recupererebbe circa la metà della caduta". Per Visco "su ipotesi più negative, anche se non estreme (...) il prodotto si ridurrebbe del 13% quest'anno e la ripresa nel 2021 sarebbe molto lenta". Visco sottolinea che "ci vorrà tempo per tornare a una situazione di normalità, presumibilmente diversa da quella a cui eravamo abituati fino a pochi mesi fa".

La "profondità della recessione, nel medio periodo", "non potrà non avere effetti sui bilanci bancari. L'aumento dei crediti deteriorati andrà affrontato per tempo, facendo ricorso a tutti i possibili strumenti, inclusi quelli per la ristrutturazione e la loro vendita". " Qualora necessario, "si dovrà essere pronti a percorrere soluzioni che salvaguardino la stabilità del sistema valutando strumenti in via preventiva per banche che versino in una situazione di serie, anche se presumibilmente temporanee, difficoltà".

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco riconosce che ci siano stati "frizioni" e "alcune lentezze" nell'afflusso della liquidità alle imprese prevista dalle misure del governo dovuta anche alla "mole di domande eccezionale" e "problemi di natura organizzativa e differenze nelle dotazioni informatiche" ma si dice "fiducioso che nelle prossime settimane con la cooperazione di tutti i soggetti coinvolti si registreranno miglioramenti" anche con alcuni emendamenti alla norma.

“Fa bene Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco a rimarcare che da parte di alcune banche c’è stata lentezza nell’erogare i prestiti previsti dal decreto Liquidità. I problemi di organizzazione interna che ha sottolineato non devono però scaricarsi sui lavoratori, che finora hanno fatto da bersaglio alle frustrazioni della clientela. E’ fondamentale tutelare l’interesse dello Stato adempiendo agli obblighi connessi alla legislazione antimafia e a quella antiriciclaggio, ma è necessario eliminare qualsiasi discrezionalità nella segnalazione di operazioni sospette in modo da evitare rischi a carico dei lavoratori ”. Questo il commento del segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani sempre sulle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.“E’ positiva l’attenzione riservata da Visco al tema della criminalità organizzata, che potrebbe sfruttare ai suoi fini i finanziamenti coperti da garanzia statale oppure approfittare della crisi per rilevare a prezzi favorevoli imprese in difficoltà – prosegue Colombani - Per contrastare questi pericoli le leggi non sono sufficienti: serve accanto all’impegno delle istituzioni quello della società civile. Ecco perché abbiamo proposto il rilancio degli osservatori regionali sul credito. Si tratterebbe di uno strumento prezioso per evitare che tra i diversi territori non si creino squilibri nell’allocazione del credito, con le ricadute sociali che da ciò deriverebbero.

Altro capitolo. Nel quadro macroeconomico del Governo si prevede per il 2020 un disavanzo pari al 10,4% del Pil e un aumento del peso del debito pubblico sul prodotto di 21 punti percentuali, al 156 per cento. Un lascito così pesante impone una presa di coscienza della dimensione delle sfide di fronte a noi". Nel testo viene spiegato che "con un tasso di crescita dell'economia compreso tra l'uno e il due per cento", un calo dello spread, e un avanzo primario dell'1,5% "sarebbe sufficiente per ridurre il peso del debito sul prodotto di circa due punti percentuali in media all'anno".

"Ciò che soprattutto ci differenzia dalle altre economia avanzate è l'incidenza dell'economia sommersa e dell'evasione che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata per quanto rispettano pienamente le regole". Visco che invita così ad "un profondo ripensamento della struttura della tassazione, che tenga contro del rinnovamento di sistema di protezione sociale, deve porsi l'obiettivo di ricomporre il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi". Per Visco "le ingiustizie e i profondi effetti distorsivi che derivano da evasione e sommerso si riverberano sulla capacità di crescere e di innovare delle imprese; generano rendite a scapito dell'efficienza del sistema produttivo".

"Stiamo attraversando la più grande crisi sanitaria ed economica della storia recente. Da noi, come in molti altri paesi, medici e infermieri hanno dovuto sostenere una pressione senza precedenti. Grazie al loro impegno, prestato in condizioni difficilissime, si sono scongiurate conseguenze ancora peggiori.

( 29 maggio 2020 )

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