Giovedì 1 dicembre 2022, ore 7:01

Scenari

Fallisce Ftx, colosso di criptovalute. Intrecci avvelenati tra finanza e politica

Un dipinto del 1640 circa di Jan Brueghel giovane, “Tulipanomania”, è un ottimo esempio di satira. Rievocando la bolla economica che scoppiò a causa del rialzo folle dei prezzi dei tulipani, le persone vengono raffigurate come scimmie sottolineando l’irrazionalità dell’evento. Gli speculatori diventano animali privi di cervello agghindati in abiti dell’alta borghesia contemporanea. In un commento alla follia economica, una scimmia urina sui fiori precedentemente preziosissimi, altre compaiono davanti al tribunale e una viene portata nella tomba. La follia finanziaria dipinta dal pittore fiammingo collaboratore di Pieter Paul Rubens scomoda gli schiamazzi e i colori accesi dell’epoca e sembra evocare la Lehman Brothers digitale che negli ultimi giorni ha visto crollare le criptovalute. Coinvolto il più grande donatore del Partito democratico Usa dopo Soros,- l’ennesimo bamboccio miliardario - Sam Bankman-Fried ((nomen omen: in inglese significa ’banchiere fritto’), considerato assolutamente affidabile. Se è affidabile lui, che sta causando perdite miliardarie in tutto il mondo, figuriamoci gli altri. Il fallimento della sua società Ftx deriverebbe dall’avere prestato più della metà dei fondi raccolti dai clienti alla consociata Alameda Research (sempre di sua gestione) che li utilizzava per finanziare scommesse rischiose. Nel dettaglio, su un totale di 16 miliardi di fondi raccolti, la società ne ha prestati 10 ad Alameda, ponendo le basi per l’implosione della borsa di criptovalute. Inizialmente, la società cinese rivale, Binance, si era offerta per salvare l’azienda americana dal tracollo, ma una volta visti i bilanci che presentano un buco di otto miliardi di dollari ha rapidamente ritirato la proposta di acquisizione. Pensare che il 30enne Bankman-Fried era stato in precedenza una massiccia forza stabilizzatrice nel settore, quando Ftx ha dato 650 milioni al prestatore di criptovalute BlockFi a luglio, siglando un accordo per acquisire la società e offrendo una linea di credito di 200 milioni di dollari a Voyager Digital. In altre parole, il personaggio che era assurto a uomo del bailout, cioè del salvataggio finanziario, nel mondo delle criptovalute ora sembra essere finito a gambe all’aria. E con lui tutti i suoi clienti. Forbes osserva che Bankman-Fried ha donato 39,9 milioni di dollari alla causa democratica prima delle elezioni di medio termine, ed insinua il dubbio che la tempistica della dichiarazione di fallimento piuttosto prorogata sia dovuta proprio all’attesa prima di dichiarare il crollo. Una sorta di assicurazione politica, come nei primi anni 2000: le banche che avevano donato ai politici si sono salvate dal grande crash del 2008, mentre la Lehman Brothers no. Tra i nomi dei clienti spiccano quelli di Bill Clinton, Joe Biden, Tony Blair, vip di Hollywood e di Wall Street, il giocatore di football Tom Brady, la cantante Katy Perry. Un giro importante, tra Casa Bianca, Wall Street e Hollywood, che aveva fatto crescere rapidamente il capitale di credibilità di Ftx con la garanzia, per i clienti, di trovarsi di fronte ad una realtà solida, con forti agganci nella società che conta. Convenienze reciproche, insomma. Come nel caso del presidente Biden, che da Bankman-Fried ha ricevuto per la sua campagna elettorale del 2020 5,2 milioni di dollari, la seconda donazione per ordine di grandezza dopo quella di Michael Bloomberg. Per le presidenziali del 2024 il ragazzotto voleva giocarsi addirittura una fiche di un miliardo di dollari. L’intreccio tra politica e finanza si è rivelato disastroso. L’ultima frontiera del denaro dematerializzato, nata dalla suggestione di poter battere moneta in proprio, aggirando l’autorità centrale, facendo a meno di banche ed altri intermediari per le proprie transazioni, ha sbandato prima di sbattere. Qualcuno oggi parla di “schema Ponzi”, la piramide organizzata dal faccendiere omonimo. Ma Bernie Madoff, che ne è un triste quanto criminale esempio per quanto truffò povera gente, funzionò per più di 20 anni. Sembra piuttosto che l’azienda avesse un piano di riciclaggio di denaro attraverso l’Ucraina ponendosi come centro di compensazione centrale per tutte le donazioni di criptovalute allo sforzo bellico di Kiev, sostenuto fino a quando si fosse tenuto il midterm. A quel punto, nessuna rete ha potuto salvare Ftx, società che compariva tra i partner del World Economic Forum (oggi cancellata dal sito). Ftx ha sempre flirtato con le élite finanziarie globali seguendone i dettami del capitalismo in sintonia con i parametri dell’Esg (Environmental, social, and corporate governance). La ragazza di Bankman-Fried, davvero buffo nome, è figlia del professore di economia del Mitt Glenn Ellison. Il Prof. Ellison era il capo di Gary Gensler quando questi era un professore del Mit, prima che Gensler diventasse capo della Sec (la Consob italiana). Davvero tante coincidenze in questo giallo finanziario. “Possiamo comprarci Goldman Sachs”, era solito scherzare tronfio il banchiere fritto, ma è finita come Lehman Brothers. In soli 10 giorni. Fino a pochi giorni fa, Ftx era la terza più grande piattaforma al mondo per lo scambio di criptovalute e per investimenti ad esse collegati. Fondata nel 2019, in soli tre anni aveva conseguito una valutazione di 32 miliardi di dollari. Mica male. FTX ha lanciato la piattaforma di donazioni di criptovalute Aid for Ukraine a marzo, diventando la stanza di compensazione centrale per tutte le donazioni di criptovalute allo sforzo bellico di Kiev. Mentre lo scambio avrebbe dovuto instradare quelle donazioni alla Banca nazionale ucraina, un report suggerisce che almeno parte del denaro sia stato incanalato negli Stati Uniti attraverso donazioni politiche. Ora, il crollo. Già sei mesi fa era divenuto chiaro che il mercato delle cripto era divenuto più grandi di quello dei subprime nella crisi 2008. La crisi delle criptomonete ha portato il licenziamento di migliaia di lavoratori, nonostante le pubblicità costosissime trasmesse anche durante il Super Bowl. Nella lista degli investitori che ha creduto in FTX non ci sono solo gli appassionati delle criptovalute, ma c’è il cuore del capitalismo mondiale, tra cui anche Blackrock, la più grande e potente società d’investimento del mondo che ha partecipazioni anche in importanti aziende e banche italiane, tra cui Unicredit, Intesa San Paolo, Telecom Italia, Atlantia e Generali. 
Raffaella Vitulano

( 17 novembre 2022 )

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