Sabato 2 luglio 2022, ore 9:25

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Il divorzio tra Russia ed Occidente al Forum economico di San Pietroburgo

Un divorzio tutt’altro che consensuale quello consumatosi tra la Russia del presidente Putin e l’Occidente. Ufficializzato in occasione del Forum economico di San Pietroburgo - lo Spief (qualcuno scrive l’equivalente di Davos) - ha sancito che il futuro industriale ed economico di Mosca è ormai in Eurasia e con la Cina. Nel primo intervento pubblico ufficiale dalla guerra in Ucraina, Vladimir Putin ha ribadito ciò che già sapevamo, che il nuovo mondo sarà multipolare e non più unipolare. Le aziende e gli uomini d’affari russi sono poi stati chiari su una cosa: la separazione con l’Occidente è definitiva e non c’è nessuna compagnia russa che tornerà sul mercato occidentale. E la Russia non permetterà più a nessuna compagnia europea di tornare a casa dopo la guerra come se nulla fosse. Fin dai primi giorni del conflitto, le autorità russe hanno reagito per adattarsi a questa nuova realtà. Quando le compagnie occidentali hanno lasciato la Russia, i russi si sono precipitati a sostituirle. Tutti i beni di McDonald’s in Russia, ad esempio, sono stati acquistati da un uomo d’affari russo. Degli 800 punti vendita McDonald’s in Russia, 200 riapriranno con nuovi nomi e colori entro la fine di giugno 2022 e i restanti 600 riapriranno nei prossimi mesi. I 62.000 dipendenti di McDonald’s verranno mantenuti e la nuova società ha persino iniziato a reclutare nuovi dipendenti. Ovviamente McDonald’s ha cambiato nome e i nomi dei menù, ma sono state preservate la logistica, le filiere, cioè l’economia reale. Lo stesso vale per le bibite come la Coca Cola. L’azienda americana si è staccata dalla Russia, ma la catena industriale resta al suo posto. Basta cambiare il nome delle bevande e il gioco è fatto. Uomini d’affari cinesi, russi, indiani, iraniani, qualche europeo in incognito. L’economia russa oscillerà con un calo delle esportazioni e dei deficit dall’Europa, ma Cina, Iran e India colmeranno questa lacuna. Entro 3 o 4 anni la Russia sarà probabilmente più sovrana in diverse aree. Su energia e cibo, lo è già. Sui pezzi di ricambio per auto e per gli aerei, la Cina la aiuterà a sviluppare alternative. E questo potrà a sua volta giovare al Dragone. Russia e Cina hanno firmato molti progetti di sviluppo congiunto. Ad esempio sugli aerei, i due paesi potrebbero offrire aerei interamente prodotti nei rispettivi paesi e questa sarebbe una concorrenza in più per Boeing e Airbus. Anche l’India farà la sua parte del leone nei pezzi di ricambio. 

Arretratezza tecnologica 
Resta il grave difetto della Russia, la sua arretratezza tecnologica, in particolare nel campo dei semiconduttori. Tuttavia, non ci dovrebbe esserci carenza di chip in Russia, poiché Corea del Sud e Cina continueranno a fornire l’Orso russo. Diventare sovrani in questo settore è invece tutt’altra questione dato che la Cina, che ha messo il turbo, ha faticato a fare meglio di Taiwan. La Cina aiuterà la Russia a mettersi al passo con il 5G, ad esempio, ma i cinesi resteranno superiori negli equilibri di potere. Dall’inizio della guerra le guide turistiche iraniane hanno ora molti clienti russi. Questi ultimi non sono lì per visitare Persepoli o le meraviglie dell’Impero Persiano, ma piuttosto per chiedere consiglio alle compagnie iraniane su come sono sopravvissute alle sanzioni americane. L’Iran, nonostante non veda roseo, si è ripreso notevolmente dalle sanzioni americane che lo hanno colpito da quando la Casa Bianca ha deciso di decapitare l’accordo sul nucleare. Nel corso del tempo, ha sviluppato una solida capacità di recupero. Pertanto, è possibile acquistare prodotti Apple, Philips o Bosch in Iran mentre sono ufficialmente vietati. Ciò significa in pratica che l’Iran ha sviluppato forniture del mercato nero aggirando la sorveglianza degli Stati Uniti. I russi non esiteranno a fare lo stesso, ma sarebbe più saggio sviluppare le proprie industrie nelle aree che mancano piuttosto che rivolgersi all’illegalità. Con l'Eurasia e il Medio Oriente, la Russia pensa di non avere più bisogno dell’Occidente. Purtroppo non è affatto vero il contrario. L’Europa non ha ancora capito il prezzo che dovrà pagare la sua popolazione. L’economia russa tornerà ai livelli del 2021 tra un decennio a meno che il paese non adotti misure di riforma in mezzo a sanzioni occidentali senza precedenti sulla guerra della Russia in Ucraina, ha affermato Herman Gref, Ceo del più grande prestatore del paese, Sberbank. La vetrina annuale della Russia per gli investitori rappresenta l’evento dell’anno per il mondo non occidentale. Molti meno delegati certamente. Evidenti imbarazzi e richieste di anonimato. Ma Mosca l’aveva messo in conto. L’atmosfera sulla Neva è decisamente cambiata, diventando “radioattiva”, per citare Bloomberg. Al termine del Forum sono stati comunque siglati accordi per un valore di quasi 550 miliardi di rubli cioè oltre 8 miliardi di euro. Il discorso di Putin è stato chiaro: “L’era dell’ordine mondiale unipolare è finita, nonostante tutti i tentativi di conservarlo con qualsiasi mezzo”. Non per niente, il motto del Forum quest’anno è stato: “Nuovo Mondo – Nuove Opportunità”. Tra le iniziative per la prima volta, nell’ambito del Forum, è stato possibile acquistare opere d’arte in formato digitale Nft (non-fungible token), copie Nft di opere di Wassily Kandinsky, Valentin Serov, Vasily Polenov e altri famosi artisti russi grazie al disegno di legge sulla stessa tecnologia Nft, che il partito New People ha presentato alla Duma di Stato lo scorso 19 maggio. Collezioni dei musei partner e delle collezioni private sono state invece presentate all’asta di beneficenza. E se quest’anno l’Egitto è stato ospite particolarmente gradito, saranno gli Emirati Arabi Uniti a partecipare nel 2023 al Forum economico internazionale di San Pietroburgo con lo status privilegiato di “ospite d’onore”. 

Raffaella Vitulano

( 21 giugno 2022 )

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