Martedì 11 agosto 2020, ore 20:34

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Europa 

La Ue gela il Pil dell’Italia: calo record nel 2020 a -11,2% 

di Rodolfo Ricci

Nuova gelata sulla crscita del nostro Paese, peraltro ampiamente prevedibile, magari non in queste dimensioni, Infatti, Il Pil 2020 in Italia scenderà a -11,2%, il peggior calo dell'Unione, per risalire al 6,1% nel 2021: sono le nuove stime raggelanti sulla crescita secondo le previsioni d'estate della Commissione Ue. Il Covid-19 e le misure di contenimento hanno provocato una "profonda contrazione" dell'economia italiana, e il blocco della produzione avrà un impatto sull'attività economica "ancora più pesante nel secondo trimestre" rispetto al primo, scrive Bruxelles. Nel terzo trimestre, in assenza di una seconda ondata di contagi, "l'attività economica riprende aiutata dalle politiche" del governo. La produzione industriale riprenderà "più rapidamente", ma turismo e tutte le attività associate impiegheranno più tempo. La spesa dei consumatori dovrebbe riprendere dalla metà dell'anno, e il sostegno della cassa integrazione o di altri schemi dovrebbe ridurre l'impatto della crisi sui salari.

Ma gli investimenti delle aziende "rimarranno depressi quest'anno, data la alta incertezza sul fronte della domanda e la necessità delle aziende di conservare liquidità", nonostante i prestiti garantiti, crediti fiscali e altre forme di sostegno. Per l'Italia, conclude Bruxelles, "le stime di crescita restano soggette a rischi al ribasso, e un crollo del mercato del lavoro protratto, una volta che le misure di emergenza sono terminate, potrebbe frenare l'attesa ripresa".

Il Pil della zona euro scenderà a -8,7% nel 2020, per risalire al 6,1% nel 2021: sono le nuove stime sulla crescita secondo le previsioni d'estate della Commissione Ue. I dati peggiori per il 2020 sono quelli di Italia (-11,2%), Spagna (-10,9%), Francia (-10,6%). Per Bruxelles si tratta di "una recessione ancora più profonda" delle attese, e con "divergenze più ampie".
La Commissione europea presenta le previsioni economiche d’estate. A maggio le stime indicavano, per il 2020, una flessione del Pil dell'Eurozona del 7,7% (-9,5% per l'Italia) e un rimbalzo del 6,3% nel 2021 (6,5% il dato italiano). Le nuove previsioni, presentate dal commissario Ue per l'Economia, Paolo Gentiloni, certificheranno la gravità della situazione economica causata dalla pandemia a dieci giorni dal nuovo vertice Ue per trovare un accordo sugli aiuti previsti nel Recovery Fund per superare la recessione.

Altro dato allarmante: la disoccupazione nei Paesi Ocse raggiungerà un livello record, al 9,4%, entro la fine del 2020 (quarto trimestre) e inizierà a diminuire solo nel 2021: è quanto scrive l'Ocse, l'organizzazione internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica con sede a Parigi, nelle Prospettive sull'Occupazione 2020. In particolare, la disoccupazione dell'Italia, che a febbraio 2020 era ancora ben al di sopra del livello pre-crisi 2008, dovrebbe raggiungere il 12,4% a fine 2020, cancellando quattro anni di lenti miglioramenti, conferma l'Ocse nella scheda consacrata all'Italia.

( 7 luglio 2020 )

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