Giovedì 9 luglio 2020, ore 7:00

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Europa

La Ue vede una recessione record: Pil Italia -9,5%, Eurozona -7,7%

di Rodolfo Ricci

E alla fine è arrivato l’avvertimento della Commissione europea: in assenza di una risposta concertata a livello comunitario la crisi economica provocata dalla pandemia influenzale potrebbe lasciare serissimi strascichi, tra cui distorsioni gravi del mercato unico così come radicate divergenze economiche, finanziarie e sociali tra i Paesi della zona euro. Bruxelles prevede una caduta dell'economia dell’unione monetaria del 7,7% nel 2020 e un rimbalzo del 6,3% nel 2021.

La pandemia influenzale ha congelato l’attività economica nei Paesi dell’Unione europea, obbligati a rispettare un confinamento provante sia da un punto di vista sociale che industriale. L’impatto, secondo Bruxelles, sarà notevole, tanto che l’esecutivo comunitario non si aspetta che l’Unione possa recuperare entro la fine del 2021 la perdita subita in questi mesi. Il crollo dell’economia varia da paese a paese: oscilla tra il -4,3% della Polonia e il 9,7% della Grecia.

Secondo le previsioni comunitarie, l’Italia dovrebbe subire un calo del prodotto interno lordo del 9,5% nel 2020, seguito da un rimbalzo del 6,5% l’anno prossimo. Come detto, per la zona euro nel suo insieme si prevede una recessione quest’anno del 7,7% e una ripresa l’anno prossimo del 6,3%. La ripresa italiana è migliore della media ma inferiore a quella attesa in Grecia (7,9%), in Francia (7,4%), e in Spagna (7%). In Germania l’economia dovrebbe calare del 6,5% per poi rimbalzare del 5,9%.

A proposito dell’Italia, la Commissione europea è particolarmente cauta. "I rischi per la crescita sono al ribasso". Sia "l’elevato e crescente debito pubblico" così come "un possibile aumento dei crediti in sofferenza potrebbero avere un impatto negativo sulle condizioni di finanziamento". A proposito di conti pubblici, Bruxelles teme che nel 2020 il saldo primario possa essere negativo per la seconda volta da quando l’unione monetaria ha visto la luce.

La recessione comporterà infatti un netto calo dell’inflazione e un forte aumento del deficit e del debito pubblico. In Italia il disavanzo, sempre secondo Bruxelles, salirà all’11,1% del Pil quest’anno, per poi scendere al 5,6% del prodotto interno lordo l’anno prossimo. Il debito sfiorerà il 159% del Pil nel 2020 (rispetto al 134,8% l’anno scorso). Il calo nel 2021 sarà limitato: al 153,6% del Pil. Il numero di Paesi della zona euro con un debito superiore al 100% del Pil passerà da tre a sette.

E’ una sentenza. "Si prevede che la Germania subirà una contrazione meno ripida della maggior parte degli Stati membri e si riprenderà più rapidamente ai livelli di produzione pre-pandemici. Tuttavia, il Paese subirà la sua recessione più profonda dal Dopoguerra". Così il commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni. La Commissione prevede una contrazione del Pil del 6,5% nel 2020 e un aumento del 5,9% nel 2021. "La mancanza di domanda e le interruzioni nelle catene del valore dovrebbero ostacolare gravemente le esportazioni del Paese", ha detto il commissario europeo.

Altro dato. "Il settore del turismo deve sopravvivere all’estate e la Commissione europea lavora su questo", ha specificatoì il commissario Ue all’economia. "Sappiamo che il settore sopravviverà in condizioni diverse rispetto a quelle dell’anno scorso - ha detto - e la Commissione sta lavorando duramente su questo: sarà una delle problematiche principali che saranno affrontate nella riunione del collegio dei commissari di settimana prossima, perchè dobbiamo provare a indicare delle linee guida e, quando possibile, delle regole per coordinare la situazione. Abbiamo diversi tipi di turismo e Paesi che sono più esposti al turismo estero. Questo ha legami con l’aviazione, le frontiere e molti altri problemi che la Commissione affronterà".

( 6 maggio 2020 )

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