Giovedì 1 dicembre 2022, ore 8:45

Scenari

Litio, così Bruxelles favorisce la deindustrializzazione europea

Un colpo di grazia alla produzione di auto elettrica in Europa, ma soprattutto in Germania. Lo stabilimento tedesco di Albemarle potrebbe chiudere se l’Unione europea dichiarasse il litio un materiale pericoloso. La Commissione europea distrugge così perfino le auto elettriche dopo aver votato sì per bloccare la produzione di auto a diesel e benzina entro il 2035. Automotive regalato ai cinesi, in pratica, ai danni delle motor valley di tutt’Europa, Italia compresa. Il produttore di litio Albemarle ha il suo stabilimento di Langelsheim. Il ruolo del litio nei veicoli elettrici lo rende un bene importante per il raggiungimento degli obiettivi globali di riduzione delle emissioni di carbonio ed è stato aggiunto all’elenco delle materie prime critiche dell’Ue nel 2020. Ma la Commissione europea sta attualmente valutando una proposta dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche per classificare il carbonato di litio, il cloruro e l’idrossido come pericolosi per la salute umana. Ciò significherebbe un quadro normativo restrittivo per l’uso del litio in un momento in cui l’Ue mira ad essere autosufficiente nelle batterie dei veicoli elettrici entro il 2025. Il litio è il più grande segmento di business di Albemarle e rappresenta oltre il 40% dei suoi ricavi, fattore chiave per le sue prospettive di crescita. I prezzi del litio hanno registrato una forte ripresa nell’ultimo anno (+280%) a causa di una situazione di domanda-offerta più tesa nel mercato globale, raggiungendo nuovi massimi storici. Si noti che dalla fine del 2021 i prezzi del litio sono aumentati di oltre il 100% da una base già elevata. Più regolamenti significano, prima di tuto, più costi per l’elaborazione del prodotto, aumentando i costi per la lavorazione, l’imballaggio e lo stoccaggio E questo è già un primo punto a sfavore dell’Europa. La proposta non vieta poi le importazioni di litio, ma “Albemarle non sarebbe più in grado di importare la nostra materia prima primaria, il cloruro di litio, mettendo a rischio la chiusura dell’intera struttura, spiega Scott Tozier, Chief Financial Officer. Con un fatturato di circa 500 milioni di dollari all’anno, l’impatto economico per Albemarle dalla potenziale chiusura sarebbe significativo”. Lo stabilimento di Langelsheim impiega più di 600 persone e rappresenta l’8% delle vendite nette previste di Albemarle per il 2022. Tozier ha aggiunto che la decisione europea “ostacolerebbe la localizzazione della catena di approvvigionamento delle batterie dell’Ue e sposterebbe invece il processo in una località non Ue, creando così la necessità di importare”. E qui la Ue si consegna praticamente alla Cina.

Costretti ad importare
Gli Stati membri dell’Ue stanno attualmente esprimendo le loro opinioni sulla proposta. Ci sarà un comitato il 5 e 6 luglio, con una decisione finale prevista per la fine del 2022 o inizio del 2023. La dichiarazione dell’Unione Europea che il metallo utilizzato nelle batterie dei veicoli elettrici sia materiale pericoloso sconvolgerà il mercato europeo imponendo chiusure e perdite di posti di lavoro. Il quadro normativo più restrittivo s’inserisce negli sforzi che gli Stati Uniti e l’Europa hanno accelerato negli ultimi due anni per costruire catene di approvvigionamento sicure e indipendenti per ridurre la dipendenza dalla Cina per i minerali chiave utilizzati nei veicoli elettrici, nelle turbine eoliche e nei pannelli solari. Ma in realtà la decisione rischia di ottenere l’effetto opposto. La Commissione europea ha stimato che l'Europa avrebbe bisogno di fino a 18 volte più litio entro il 2030 rispetto al 2020 e 60 volte di più entro il 2050. Classificare il litio come pericoloso creerebbe oneri aggiuntivi sul modo in cui le sostanze chimiche al litio per le batterie vengono prodotte, utilizzate e riciclate in Europa. Oltre la metà delle risorse globali si trova nel cosiddetto triangolo del litio tra Argentina, Bolivia e Cile, dove i produttori pompano salamoia ricca di litio dai laghi sotterranei e lasciano evaporare il liquido per 12-28 mesi per produrre un impasto liquido che può essere elaborato con profitto. La tecnologia attuale recupera solo il 50% circa del litio nella salamoia. Gran parte dell’offerta rimanente proviene dai depositi di una roccia ignea chiamata spodumene, di cui l’Australia ha le più grandi miniere. Il minerale viene arrostito e lisciviato con acido solforico e il residuo grigio-argento viene generalmente spedito in Cina per essere trasformato in idrossido di litio e carbonato di litio, composti che possono essere combinati con nichel o cobalto per produrre elettrodi per batterie o con solventi per produrre elettroliti. Ganfeng Lithium Co., uno dei maggiori produttori mondiali, ha affermato che utilizzerà profitti record per aumentare la produzione. L’australiana Pilbara Minerals Ltd. mira ad aumentare la capacità di produzione di oltre il 50% entro il trimestre di settembre espandendo la sua miniera di Pilgangoora nell'Australia occidentale, un progetto che include i partner cinesi Great Wall Motor Co. e Catl. L’americana Mineral Auroch ha infine completato l’acquisizione di una partecipazione dell'80% nel Nevada Lithium Project, nota per ospitare altri importanti giacimenti di litio nella regione, tra cui il progetto Tlc di American Lithium Corporation e Ioneer Project Rhyolite Ridge. La miniera di litio Silver Peak di Albemarle Corporation è attualmente l'unica miniera di litio a produrre in Nord America. L’Ue è destinata a soddisfare il 69% e l’89% della sua crescente domanda di batterie rispettivamente entro il 2025 e il 2030, come ha dichiarato la Commissione europea all’inizio di quest’anno. L’Ue prevede di essere in grado di produrre batterie per 11 milioni di auto all’anno, ma se le normative saranno troppo strette le batterie saranno prodotte altrove. Con un nuovo colpo all’economia che accelererà la deindustrializzazione e l’impoverimento della Ue.
Raffaella Vitulano

( 14 giugno 2022 )

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