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Europa

Merkel-Macron lanciano un Recovery Fund da 500 miliardi

di Rodolfo Ricci

Cinquecento miliardi per rilanciare l’economia del Vecchio Continente: una proposta declinata in quattro pagine di documento congiunto, per rimettersi alla testa dell’Europa che cerca di uscire dalla crisi del coronavirus. Francia e Germania, finora su fronti opposti riguardo la strategia da seguire per fare fronte all’ emergenza economica generata dal Covid-19, ritrovano l’unità e lanciano la loro idea alla Commissione europea, impegnata in questi giorni a costruire un non semplice consenso intorno al Recovery fund, il fondo per la ripresa, su cui la presidente Ursula von der Leyen presenterà la sua proposta la settimana prossima, il 27 maggio. Il documento franco-tedesco vuole presentarsi come un compromesso tra la posizione dei Paesi dell’Europa meridionale, con Italia e Francia in testa, e quella dei nordici più rigorosi dal punto di vista fiscale, di cui la Germania è capofila.

Da un lato le dimensioni chieste per il fondo, 500 miliardi appunto, appaiono nettamente inferiori rispetto alla richiesta della sponda Sud, che finora ha spinto per uno stanziamento di almeno 1.000 miliardi. Dall’altro, secondo il meccanismo proposto da Parigi e Berlino, queste sovvenzioni - incardinate sul bilancio pluriennale europeo - dovrebbero essere a fondo perduto, un aspetto che ha fatto finora storcere il naso ai falchi del nord. Gli aiuti "non saranno rimborsati dai destinatari" ma "dagli Stati membri", ha spiegato il presidente francese Emmanuel Macron presentando la proposta in conferenza stampa con la cancellieraAngelaMerkel.La quale ha sottolineato che il denaro arriverà dal bilancio dell’Ue, quindi non prestiti e sarà messo a diposizione delle regioni e dei settori più colpiti dalla pandemia.

Con il piano franco-tedesco si introdurrebbe anche una prima forma di emissione di debito comune: la Commissione sarebbe infatti autorizzata a finanziare il Fondo per la ripresa andando a prendere denaro a prestito sui mercati in nome dell’Unione europea. Mentre suona invece molto vicino alla sensibilità dei rigoristi il passaggio in cui si specifica che gli aiuti saranno basati "su un chiaro impegno degli Stati membri ad applicare politiche economiche sane e un’ambiziosa agenda di riforme". Von der Leyen incassa per ora l’assist franco-tedesco, che "va - dice - nella direzione della proposta su cui sta lavorando la Commissione".

Ma ora bisognerà tenere conto anche delle opinioni di tutti gli altri Stati membri, oltre che del Parlamento europeo. L’Italia si dice soddisfatta, con Palazzo Chigi che considera la proposta "un buon punto di partenza", anche se ancora "da ampliare". Una posizione, sottolineano dal Governo riguardo al documento franco-tedesco, che "è frutto del lavoro congiunto con altri partner europei, in primis l’Italia".

( 19 maggio 2020 )

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