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Parlamento greco al voto tra le proteste

An elderly supporter of New Democracy party waves a Greek flag in front of a smoke from flairs during an election rally at Syntagma square in Athens, Friday, June 15, 2012. Greeks cast their ballots this Sunday for the second time in six weeks, after May 6 elections left no party with enough seats in Parliament to form a government and coalition talks collapsed. (AP Photo/Petros Karadjias)

Parlamento greco al voto tra le proteste. La discussione del provvedimento che, secondo quanto richiesto dall’eurosummit, conclusosi con l’accordo in extremis lunedì mattina, deve essere approvato entro la mezzanotte di oggi, è iniziata stamane.

Solo con il sì di Atene e degli altri parlamenti nazionali chiamati a pronunciarsi entro il fine settimana, si potrà far partire il negoziato sul terzo piano di aiuti richiesto dalla Grecia al fondo Esm.

Squadre di tecnici delle istituzioni sono attese ad Atene lunedì prossimo in preparazione dei negoziati, che potrebbero durare un mese, sul nuovo accordo di salvataggio concordato fra il premier greco Alexis Tsipras con i creditori del Paese. Lo scopo della visita, come riferisce l’edizione online di To Vima, è quello di determinare l’attuale condizione degli istituti di credito ellenici e dell’economia del Paese per redigere quanto prima il nuovo programma e il nuovo contratto di prestito. Una delle condizioni stabilite dal Fondo monetario internazionale (Fmi) al fine di portare avanti la trattativa è quella di ottenere l’accesso ai ministeri essenziali e alla Ragioneria Centrale dello Stato. Nel frattempo si sta cercando il modo per effettuare il pagamento di 3,5 miliardi di euro alla Banca centrale europea (Bce), che detiene obbligazioni in maturazione lunedì prossimo. Dopo che nè l’Eurogruppo nè l’Ecofin sono riusciti a concordare una soluzione negli ultimi due giorni, l’Euro Working Group esaminerà proposte tecniche per finanziare la Grecia senza escludere la possibilità di prestiti bilaterali.

Ma intanto l'Adedy, il sindacato greco che rappresenta i dipendenti del settore pubblico per oggi ha proclamato uno sciopero di 24 ore di tutto il settore in segno di protesta contro l'intesa che prevede nuove e più dure misure di austerità.

Non taglieremo nè stipendi nè pensioni, ha assicurato stamane il premier Tsipras. Che ha parlato di Europa “vendicativa” dopo il referendum. Ancor più duro Varoufakis: è stato un colpo di Stato.

All’astensione del lavoro degli statali, la prima nei sei mesi del governo Syriza, si accompagnerà una manifestazione convocata nel pomeriggio nella centrale piazza Syntagma, davanti al Parlamento, chiamato a dare il via libera da subito ad alcune delle riforme più indigeste tra cui pensioni, Iva, adozione del Codice di Procedura Civile, direttiva sul salvataggio delle banche.

( 15 luglio 2015 )

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