Martedì 22 settembre 2020, ore 5:35

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Europa 

Recovery fund, anche l’Ocse sostiene la proposta franco-tedesca 

di Rodolfo Ricci

Il recovery fund è tra le migliori iniziative che siano scaturite da questa crisi.Non è una provocazione ma il pensiero del capoeconomista dell'Ocse Laurence Boone presentando l'Economic Outlook a Parigi, aggiungendo: "È un'espressione molto forte del modo in cui la solidarietà europea permette di rispondere alla crisi e di dotare i governi degli strumenti per rispondere alla crisi".

Il segretario generale dell'Ocse, Miguel Angel Gurria, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle Prospettive economiche dell'Ocse a Parigi, ha reso omaggio alla proposta franco-tedesca di recovery fund per rilanciare l'Europa dopo la crisi del coronavirus e permetterle così di rispondere alle grandi sfide dell' avvenire. "Nessun Paese può lottare solo contro una crisi pandemica", ha detto ancora Gurria, invitando la comunità mondiale - e non solo l'Europa- a guardare "in grande", "lontano", come alla fine della seconda guerra mondiale, ad esempio, con il piano Marshall.

Andiamo ai dati. L'ente parigino stima che il Pil della Penisola accusi una caduta dell'11,3% nel 2020, in uno scenario senza nuove ondate di contagi di coronavirus, ma del 14% se più avanti si scatenerà una seconda ondata. Sul 2021 è atteso un rimbalzo del 7,7% nello scenario base e del 5,3% nel caso di nuova ondata Covid. Ma in ogni caso a fine 2021 l'Italia non avrà recuperato la caduta in termini di Pil, mentre avrà perso i progressi compiuti prima della crisi in termini occupazionali, afferma l'Ocse nel capitolo sulla Penisola. L'Ocse prevede un deficit che balzerebbe all'11,2% del Pil nel 2020, nello scenario con una sola ondata Covid e una moderazione nel 2021, con una seconda ondata invece il disavanzo salirebbe al 12,8% quest'anno e poi segnerebbe 9,7% nel 2021. Su questa base stima che il rapporto debito-Pil dell'Italia balzi al 158% quest'anno, a causa della ricaduta della crisi pandemica, ma se si verificherà una nuova ondata di contagi raggiungerà il 169,9%, per poi segnare il 165,5% nel 2021.

A livello globale, nello studio l'Ocse prevede una contrazione del 6% del Pil 2020 a causa della crisi pandemica, ma nel caso di una seconda ondata di contagi il crollo sarà del 7,6% su scala globale. L'eurozona subirebbe la contrazione più acuta tra le gradi aree economiche, con un meno 11,5% nel 2020 nello scenario più grave."Al di là dei rischi di breve termine legati alla crisi pandemica, il principale rischio riguarda la forza e la durata della ripresa. Il settore del turismo in Italia è particolarmente vulnerabile ad una crisi prolungata dello scenario cosiddetto a 'doppio impatto' (vale a dire con una seconda ondata di virus nel 2020,ndr.), perché il turismo rischia di indebolirsi a medio termine come anche le piccole imprese del settore, 52.000 solo per quanto riguarda gli alloggi".
 

( 10 giugno 2020 )

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