Giovedì 22 febbraio 2024, ore 1:30

Edilizia

Il Governo chiude definitivamente al superbonus al 110%

Lo sconto in fattura e la cessione del credito non torneranno, in nessuna forma. I bonus per l’edilizia resteranno principalmente, come in passato, detrabili negli anni dalle tasse. Il governo conferma, definitivamente, che la stagione del bonus al 110% non tornerà più. A ribadirlo, a stretto giro, sono sia la premier, Meloni, che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ricordando che il Superbonus che ha pesato per 120 miliardi di debito. Il titolare del Mef fa anche capire di non condividere la proposta - avanzata da Abi e Ance - di consentire alle banche di compensare con gli F24 dei loro clienti i crediti d'imposta del superbonus che acquistano anziché compensarli con i propri F24. Eventuali modifiche al decreto che ha cancellato sconto in fattura e cessione dei credito sono ora al vaglio delle commissioni parlamentari. Potrebbero arrivare delle deroghe per i cosiddetti “interventi in regime di edilizia libera”, come l'acquisto di serramenti, caldaie, e impianti fotovoltaici anche se non ancora effettuati per i quali alla data del 16 febbraio - quella del decreto - risultino effettuati ordini di fornitura vincolanti. Altre modifiche potrebbero essere inserite per tutelare il Sismabonus o i lavori effettuati da Iacp e Onlus. Possibili anche alcune norme di natura interpretativa per eliminare incertezze ma non quelle richiesta a gran voce da banche e costruttori.
A fare un’analisi puntuale dei costi del superbonus è l'Ufficio parlamentare di bilancio: la somma dei vari bonus è destinata a superare i 110 miliardi già rivisti al rialzo nella Nadef dello scorso autunno. “L’Ecobonus - spiega la presidente dell’Upb, Lilia Cavallari, in audizione presso la commissione Bilancio della Camera - ammontava a circa 4,5 miliardi nel 2020, mentre gli investimenti a solo titolo di Superbonus energia a tutto febbraio 2023 hanno raggiunto i 68,5 miliardi”.
Per il 2023 e il 2024, sottolinea l’Upb, “ci si può attendere un'ulteriore crescita dei crediti di imposta dovuta ai nuovi investimenti edilizi”. Per il Superbonus le quote annuali di detrazioni (crediti potenziali) per i lavori conclusi entro il 2022 sarebbero circa 12 miliardi nel 2023 (4,8 volte quelli potenziali del 2021); se si considerano anche gli investimenti non conclusi nel 2022, e quelli asseverati a febbraio 2023, nella misura in cui riusciranno a essere portati a termine, potranno generare nel 2024 altri crediti potenziali fino a 6 miliardi.
Rispetto alle precedenti agevolazioni il Superbonus, spiega ancora Lilia Cavallari, “ha consentito una maggiore fruizione da parte delle aree meno ricche del Paese, in particolare del Mezzogiorno, che ha visto più che raddoppiare la propria quota di risorse”. “Dal 2008 al 2019 - aggiunge - le detrazioni usufruite sono aumentate da 2,6 miliardi a 9,2 miliardi, di cui 7,4 per ristrutturazioni e 1,8 per efficientamento energetico”. La metà dell'ammontare totale delle detrazioni in quel periodo, sottolinea l’Upb, è stato utilizzato “da poco più del 10% dei contribuenti più ricchi, dotati di patrimonio immobiliare, alto reddito, che disponendo di liquidità e capacità fiscale sufficiente” hanno potuto “realizzare la spesa e scomputare le detrazioni dal debito di imposta”.
Ilaria Storti

( 16 marzo 2023 )

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