Mercoledì 12 giugno 2024, ore 16:44

Attualità

Migranti, nel caos fioriscono buone pratiche di gestione dei flussi

La gestione dei flussi di migranti è difficile ma forse non impossibile. La Ue non ha una politica comune ma esistono esperienze positive, soprattutto dal punto di visto dell’integrazione nel mondo del lavoro; esperienze più diffuse in alcuni paesi europei, meno in Italia. Anche qui, tuttavia, qualcosa si muove. Soprattutto nelle regioni del Nord, dove il fabbisogno di manodopera è fortissimo. Non è un caso se l’Emilia Romagna ha avviato un progetto per reclutare giovani giapponesi da impiegare nel mondo dei motori e dell'enogastronomia. A Tokyo sono state presentate MunER e FoodER, i poli formativi specifici per l'automotive e l'industria del cibo voluti dalla Regione. Regione che, attraverso esponenti istituzionali, è arrivata in Giappone per illustrare le opportunità che può offrire a tanti studenti e ricercatori “grazie a un ecosistema dell'innovazione che vede un forte collegamento tra atenei e centri di ricerca da un lato e imprese altamente qualificate dall'altro”. La caccia ai talenti esteri è un’inversione di tendenza per un paese in cui il fenomeno della fuga dei cervelli è ancora diffusissimo. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini ha spiegato che la ricerca punta “sui giovani motivati e dalle elevate competenze per sostenere i suoi settori di punta, promuovere la crescita sostenibile e un'occupazione di qualità”. Per quanto riguarda MunER, progetto già avviato da tempo, fino ad oggi si sono immatricolati circa 900 studenti, ragazzi e ragazze per il 20% di origine straniera (15% extra europei, provenienti da oltre 15 Paesi diversi). 
Di segno diverso ma sempre orientato all’individuazione di manodopera specializzata, è il progetto dell'Accademia internazionale di costruzione, promosso e finanziato dall'Associazione nazionale costruttori edili (Ance), in collaborazione con l'ente non profit di formazione Elis, e con la partecipazione di Formedil e Cesf di Perugia (Centro Edile per la sicurezza e la formazione). Il progetto ha un orizzonte temporale di cinque mesi, durante i quali saranno formati, in Tunisia, operai specializzati che poi saranno assunti in aziende italiane del settore edile. Sul fronte istituzionale, sono coinvolti nel progetto il ministero dell'Interno, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l'Ambasciata Italiana a Tunisi.
Dopo la firma degli accordi con l'Agenzia per l'Impiego (Aneti) e l'Agenzia per la formazione professionale (Atfp) di Tunisi, il programma entra in questi giorni nella sua prima fase operativa: la selezione dei partecipanti ai corsi di formazione in loco. Il percorso si concluderà a marzo 2024 con l'arrivo delle prime 40 persone in Italia, provviste di un regolare contratto di lavoro. Al termine del progetto pilota, i promotori replicheranno il modello su più ampia scala. L'obiettivo è rispondere al fabbisogno di manodopera nel nostro Paese e contrastare i flussi d'immigrazione irregolari con attenzione ad alcune novità. Tra queste, soprattutto, la possibilità per le aziende italiane di entrare in dialogo con i potenziali candidati prima dell'assunzione, come in un qualsiasi processo di selezione, e la partecipazione diretta delle istituzioni italiane al piano d'intervento, così da garantire tempi ed esito del rilascio dei visti per motivi di lavoro.
Ilaria Storti
 

( 15 novembre 2023 )

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