Martedì 25 gennaio 2022, ore 18:58

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Economia

Nel 2021 rimbalzo dei consumi ma il recupero è lento

Il 2021 si conferma un anno record per il Pil, ma dietro le cifre da “boom”, si cela una realtà in chiaroscuro, soprattutto per i settori più colpiti dalla pandemia. I dati del consuntivo 2021 elaborato dall'Ufficio Studi di Confcommercio rilevano per il 2021 una crescita del Pil del 6,2% e dei consumi del 5,1% ma alcuni settori registrano cali ancora a 2 cifre rispetto ai valori del 2019. Per ristorazione e alberghi la perdita dei consumi è rispettivamente, del 27,3% e del 35% rispetto a 2 anni fa; per i servizi culturali e ricreativi del 21,5%; per i trasporti il 16% e per l'abbigliamento e le calzature il 10,5%. Il consuntivo 2021 di Confcommercio sottolinea come il recupero prosegua più lento del previsto e per i consumi (-7,3% rispetto al 2019) il completo ritorno ai livelli pre-pandemici non avverrà prima del 2023. 
Nella sua analisi l'ufficio studi di Confcommercio sottolinea come i risultati del 2021 “nonostante siano in larga parte ‘rimbalzi statistici’, testimonino la grande vitalità del tessuto produttivo del Paese le cui performance non erano affatto scontate”, ma evidenzia anche le preoccupazioni per quei settori come turismo, cultura e tempo libero che sono ancora molto distanti dai livelli del 2019. Infatti se nel 2021 rispetto allo scorso anno tutti i settori hanno registrato crescite nette, rispetto invece al periodo pre-pandemia i consumi degli italiani sono aumentati solo nei settori degli alimentari e bevande (2,6%), nelle comunicazioni (5,6%) e nelle spese per la casa (gas elettricità e combustibili 1,2). Tutti gli altri registrano un segno meno. 
“Per una ripresa più robusta bisognerà, dunque - secondo Confcommercio - attendere condizioni macroeconomiche più favorevoli, anche perché la nuova ondata pandemica, con le conseguenti restrizioni e, soprattutto, l'accelerazione inflazionistica innescata dai prezzi delle materie prime, rischiano di bloccare l'ampio potenziale di consumo delle famiglie: l'eccesso di risparmio forzoso e precauzionale accumulato negli ultimi due anni difficilmente troverà sbocchi favorevoli in condizioni di nuova incertezza pandemica e inflazionistica”. In questo contesto, secondo l’analisi dell’associazione, “è indispensabile sostenere in particolare le componenti della filiera turistica e le sue estensioni alla convivialità e alla cultura adottando misure sugli ammortizzatori sociali, senza aggravi di costo per le imprese, e sull'accesso al credito, ma anche interventi fiscali e contributi a fondo perduto parametrati alle perdite subite”.
Confcommercio, come hanno fatto i sindacati in questi giorni, chiede al Governo di intervenire. La nuova ondata pandemica, insieme a inflazione e caro energia, denuncia il presidente dell’associazione Carlo Sangalli, “sta raffreddando consumi e ripresa economica”. “Una ripresa che - ricorda Sangalli - per migliaia di imprese, come quelle del turismo, non è mai arrivata pienamente. In un contesto ancora così grave e allarmante chiediamo al Governo di procedere subito con i sostegni ai settori più colpiti, a cominciare dal rinnovo della cassa Covid e delle moratorie fiscali e creditizie”.
Anche i sindacati, come detto, sono su questa linea. Secondo il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, “c’è necessità di uno scostamento di bilancio per sostenere le famiglie e le imprese”. “Da una parte servono risorse importanti per il turismo, il commercio e il terziario, ma anche per le imprese energivore - spiega Sbarra -. Dall'altra bisogna sostenere le persone. Per questo stiamo chiedendo al governo di prorogare la cig Covid”.
Ilaria Storti

( 12 gennaio 2022 )

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