Mercoledì 15 aprile 2026, ore 0:32

Attualità

Nel 2023 la popolazione scende sotto quota 59 milioni

Il declino demografico italiano non accenna a rallentare. Il trend è costante da anni e la conferma arriva dal report Istat relativo al 2023. Al 31 dicembre la popolazione è di 58.971.230 persone, in calo di 25.971 persone rispetto al 2022. Il calo maggiore, come avviene da un po’ di anni a questa parte, si riscontra al Sud (-3,7 per mille) e nelle Isole (-3,8 per mille), dove incide molto l’emigrazione all’estero e al Settentrione. Perde popolazione anche il Centro (-1 per mille) mentre al Nord-ovest (+2,3 per mille) e al Nord-est (+2 per mille). Aumentano gli stranieri, che salgono a 5.253.658 (+21,8), e cresce la loro incidenza sul totale della popolazione residente: all’8,9% dal 8,7% del 2022. L’aumento degli stranieri non basta più a compensare il calo degli italiani ma consente comunque di limitare i danni e arginare il declino demografico.
A livello regionale, il quadro complessivo presenta variazioni negative della popolazione in tutte le regioni del Mezzogiorno (con un picco del -8,1 per mille in Basilicata) e in tutte quelle del Centro (-3,9 per mille in Umbria). Al contrario, nel Nord, con l'eccezione della sola Valle d'Aosta (-2,1 per mille), la popolazione cresce ovunque, con un massimo del +6,3 per mille nella Provincia autonoma di Bolzano. 
Nel 2023 il 57,8% dei 7.900 Comuni italiani (4.568 Comuni) perde popolazione rispetto all'anno precedente (nel 2022 la quota era pari al 61,3%). Il calo interessa soprattutto i comuni fino a 5mila abitanti che registrano una variazione negativa nel 60,8% dei casi. 
Il report rileva poi che in Italia c’è ormai un bambino fino a 5 anni di età ogni 6 ultrasessantacinquenni. Nel 2023, per l’esattezza, per ogni bimbo si contano 5,8 anziani a livello nazionale (erano 5,6 nel 2022, 3,8 nel 2011). L'età media della popolazione è pari a 46,6 anni (48 anni per le donne e 45,2 anni per gli uomini), in ulteriore crescita rispetto al 2022 (+0,2), portando così ancora avanti il processo di invecchiamento. La Campania, con un'età media di 44,2 anni continua a essere la regione più giovane.
Tra i dati positivi c’è il calo dei decessi e l’aumento della speranza di vita alla nascita. I decessi nel 2023 sono 671.065, nel 48% dei casi si tratta di uomini, nel 52% di donne. Rispetto al 2022 si verifica una diminuzione di circa 44mila persone (-6,1%), con un tasso di mortalità che scende dal 12,1 per mille nel 2022 all'11,4 per mille nel 2023. Il calo riguarda soprattutto la componente più anziana della popolazione, all'interno della quale si concentra la maggior parte dei decessi. In particolare, il 78% della diminuzione di mortalità riguarda la fascia di popolazione dagli 80 anni in su. Dopo l'aumento legato agli anni della pandemia, si torna vicini ai livelli pre Covid. Alla diminuzione della mortalità consegue un aumento della speranza di vita alla nascita. Nel 2023 gli uomini guadagnano circa 5 mesi sul 2022, con una speranza di vita alla nascita pari a 81 anni. Le donne, con un numero di anni pari a 85,1, guadagnano circa 4 mesi in più sul 2022. La speranza di vita alla nascita è più alta nel Nord: per gli uomini è di 81,5 anni nel Nord-ovest e 81,7 nel Nord-est, per le donne è pari a, rispettivamente, 85,6 e 85,9 anni.
Ilaria Storti

( 16 dicembre 2024 )

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