Venerdì 24 maggio 2024, ore 14:46

Pubblico impiego

Pa, fino a luglio 110 mila assunzioni su 170 mila previste

Il ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, torna a rassicurare sulla assunzioni nella Pa, ma le cifre non soddisfano i sindacati che sottolineano le gravi carenze di personale e fanno presente che i nuovi ingressi non sono sufficienti neanche a coprire il turnover. 
I numeri del ministero certificano 110mila ingressi fino al mese di luglio, sugli  oltre 170mla previsti e dopo i 160mila del 2022. 
“Stiamo riscontrando un altissimo interesse per i concorsi - sottolinea Zangrillo -, le cui procedure abbiamo digitalizzato e velocizzato sia in termini numeri sia da parte delle fasce più giovani. Dobbiamo abbassare l'età media dei dipendenti Pa - aggiunge il ministro -. Oggi, anche per effetto del passato blocco del turnover è sopra i 50 anni. Abbiamo bisogno di giovani che portino il loro contributo e di motivarli facendo in modo che il loro talento venga riconosciuto perché oggi i giovani non si accontentano più del posto fisso o della retribuzione”.
 Zangrillo prova a fornire rassicurazioni anche sul rinnovo dei contratti pubblici, sottolineando il suo impegno affinché nella prossima manovra di Bilancio ci “siano le risorse per i rinnovi contrattuali nella Pubblica amministrazione”. Il ministro spiega di aver “incontrato a luglio il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti” cui ha rappresentato la necessità e la situazione della Pa, ammettendo, però, che “il momento è complicato” e “le risorse non sono infinite e bisogna rispettare un equilibrio delle finanze del Paese”.
I sindacati, tuttavia, chiedono uno sforzo maggiore, sia sul fronte degli organici che su quello dei rinnovi. 
“La necessità di colmare i fabbisogni di personale resta un aspetto fondamentale per il rafforzamento della capacità amministrativa - sottolinea il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli -, che va rilanciato all’attenzione del governo e del Parlamento, insieme al superamento ai limiti della spesa potenziale del personale, ai tetti imposti dall’art. 23, comma 2, del D. Lgs 75/2017”.
Sul fronte dei contratti, i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli,  Domenico Proietti e Sandro Colobi, ricordano che il lavoro pubblico “attende il rinnovo e questa legge di Bilancio non può non dare risposte in tal senso”. Le quattro sigle, che assommano oltre due terzi della rappresentanza certificata nella pubblica amministrazione, sottolineano che “l’inflazione ha indebolito le buste paga di tutto il lavoro, pubblico e privato, ma mentre nel settore privato i contratti si stanno rinnovando, nel settore pubblico non abbiamo ancora avuto alcun confronto con il ministro Zangrillo per capire come il governo intende dare risposte sul rinnovo 2022/24”. 
“Questa legge di Bilancio - aggiungono i sindacalisti - è l’ultima del triennio di riferimento e a oggi purtroppo dobbiamo registrare che la legge di Bilancio 2022 (art 1, comma 330 legge 197/22) prevedeva per il solo 2023 un emolumento accessorio una tantum del valore dell’1,5% dello stipendio, voce che come prevede la stessa legge non sarà più corrisposto”. Con l’Ipca al 6.7% e l’inflazione che erode il potere d’acquisto delle retribuzioni, affermano ancora i sindacati, “non si può pensare che ai lavoratori di amministrazioni dello stato, forze dell’ordine, degli enti locali e della sanità non si dia un’adeguata risposta salariale”.
Ilaria Storti

( 15 settembre 2023 )

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