Martedì 28 maggio 2024, ore 13:35

Previdenza

Inps: nel 2015 volano pensioni anticipate, +74%

Nel 2015 sono state erogate 148.540 nuove pensioni anticipate con un aumento del 74% sul 2014. Lo si legge nel monitoraggio sui flussi di pensionamento dell'Inps. Il dato è legato alla stretta sulle pensioni anticipate della legge Fornero che ha innalzato i requisiti e quindi costretto molti a rimandare il ritiro dal lavoro. Nel complesso sono stati erogati 523.536 nuovi trattamenti a fronte dei 479.131 erogati nel 2014 (+9,2%). Le pensioni di vecchiaia e ai superstiti sono stabili mentre diminuiscono quelle di invalidità (-15%).

“Bisogna riformare le regole del fondo per la gestione separata dell’Inps perché il concetto di assicurazione sociale possa avere ancora il significato e la valenza della solidarietà per i tanti giovani lavoratori autonomi e parasubordinati”, ha commentato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli.

“Negli ultimi anni - ha aggiunto - le aliquote contributive a carico del mondo del lavoro parasubordinato ed autonomo iscritto alla gestione separata sono progressivamente cresciute, per armonizzarle a quelle dei lavoratori dipendenti. Ora vanno rafforzate anche le prestazioni sociali in caso di malattia e migliorati gli ammortizzatori sociali e la contribuzione figurativa, a fronte di inoccupazione, in modo che sia realmente percepibile la finalità sociale di un fondo che, diversamente, appare solo un mezzo per finanziare altre gestioni dell’Inps che sono in passivo. Ci sono milioni di lavoratori parasubordinati che fra il 1996 e il 2006 hanno versato alla Gestione Separata Inps contributi poco più che simbolici, compresi tra il 10% e il 17% del reddito percepito, e che rischiano di non poter realizzare nell’età anziana una pensione dignitosa. Si tratta di un ulteriore argomento che sollecita il Governo ad aprire, quanto prima, la discussione su una riforma organica del sistema previdenziale, non più rinviabile per evitare che nei prossimi anni si allarghino le iniquità e l’area del disagio, con il rischio di conflitti sociali fra i lavoratori più giovani e quelli più anziani”, ha concluso Petriccioli.

L'andamento rilevato - spiega l'Inps - ”dipende essenzialmente dalle nuove regole introdotte dalla Legge 214/2011 (il Salva Italia, ndr) che ha di fatto inasprito a decorrere dal 2012 i requisiti contributivi richiesti per il trattamento di anzianità/anticipato. In particolare i lavoratori che nel 2011 non sono riusciti a raggiungere i requisiti vigenti, solo nel 2015 hanno maturato la maggiore anzianità prevista per il trattamento anticipato secondo la nuova normativa”.

L'Inps sottolinea che le nuove pensioni di vecchiaia sono passate dalle 153.761 del 2014 alle 149.005 del 2015. Le nuove pensioni di invalidità sono diminuite passando dalle 50.872 del 2014 alle 42.906 del 2015 mentre gli assegni ai superstiti sono passate dalle 189.291 del 2014 alle 183.085 del 2015. E' cresciuto in modo consistente l'importo medio del totale dei nuovi assegni erogati (da 839 euro al mese a 1.003) soprattutto a causa dell'aumento del numero delle pensioni anticipate che essendo legate a una carriera contributiva lunga sono mediamente più alte. L'importo medio delle pensioni anticipate nel 2015 era infatti 1.880 euro a fronte dei 628 euro delle pensioni di vecchiaia, i 779 euro delle pensioni di invalidità e i 650 euro delle nuove pensioni ai superstiti.

( 21 gennaio 2016 )

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