Martedì 28 maggio 2024, ore 13:23

Welfare

Tagli al sociale e alla non autosufficienza

Giorni febbrili di confronto-scontro fra le Regioni e il Ministero dell’Economia. Le Regioni, chiamate a stringenti clausole di salvaguardia, non sempre e non ovunque sono state in grado di rispettarne la perentorietà.

Il Mef da parte sua spinge verso un rigoroso e rigido controllo dei conti e del loro equilibrio tentando, di conseguenza, di ridurre i trasferimenti alle Regioni stesse.

Il primo tentativo, denunciato nei giorni scorsi dal coordinatore della commissione Affari finanziari della conferenza delle Regioni Massimo Garavaglia, è sul fronte della sanità: ridurre i trasferimenti proprio all’indomani dell’approvazione dei Lea e della legge di bilancio che ne prevedeva una già limitata copertura finanziaria.

E Cgil, Cisl e Uil confederali e i sindacati dei pensionati Spi, Fnp e Uilp hanno partecipato all'incontro del tavolo nazionale per la non autosufficienza, presso il ministero del Lavoro con il ministro Poletti e il sottosegretario agli Affari sociali On. Biondelli. Nel corso dell'incontro le Organizzazioni sindacali hanno sottolineato di ritenere inaccettabili i tagli ai fondi sociali ventilati in queste ore, tagli che lo stesso ministro Poletti e gli assessori regionali presenti hanno dichiarato di non condividere. Le organizzazioni sindacali si aspettano, quindi, che alle dichiarazioni seguano fatti ben precisi da parte del Governo e delle Regioni e che questi, insieme alle forze politiche, assumano il tema della non autosufficienza come una priorità nell'agenda del Paese, che necessita di una strategia specifica per fronteggiare positivamente l'impatto delle tendenze demografiche e l'aumento delle fragilità sociali, al fine di assicurare i diritti delle persone in condizione di non autosufficienza, rimuovendo gli ostacoli che impediscono la piena inclusione sociale.

La decisione del Governo, assunta con il “decreto coesione sociale” a gennaio 2017, di incrementare il fondo sulla non autosufficienza, portando la dotazione annua a 500 milioni, ora rischia di essere azzerata. ”Tutto ciò è gravissimo considerando che le risorse stanziate erano già insufficienti per rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone. I sindacati presenti all'incontro ritengono, quindi, che occorra un piano di graduale ma garantito incremento della dotazione strutturale del fondo, con l'obiettivo di ridefinire le risorse globali per le cure a lungo termine LTC”.

Cgil, Cisl, Uil, Spi, Fnp e Uilp, infine, hanno rivendicato la presentazione della proposta di un Piano nazionale per la non autosufficienza che deve affrontare, prioritariamente, la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, integrati con i nuovi Lea sanitari, come strumento per assicurare i diritti in tutto il Paese, consapevoli che, accanto a prestazioni e a servizi sociali e sanitari, bisogna riorganizzare e migliorare le condizioni di vita quotidiana: per l'abitare, il tempo libero, i trasporti, la mobilità (es. barriere architettoniche), le relazioni affettive e con la comunità, l'invecchiamento attivo, la piena inclusione. Si ritiene, dunque, essenziale che questi impegni, insieme all'obiettivo di strutturare politiche e servizi sulla non autosufficienza, si realizzino con la più ampia partecipazione sociale, dando così continuità al tavolo costituito presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali”.

( 15 febbraio 2017 )

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