Lunedì 28 novembre 2022, ore 19:11

Politica 

E ora la prova Parlamento 

La riforma della giustizia, comprese le nuove regole per il Csm. Ma anche lo ius scholae, il ddl concorrenza, la delega fiscale, il dl Aiuti a cui presto si affiancherà un decreto Aiuti 2, atteso in Consiglio dei ministri, che conterrà ulteriori misure contro il caro-bollette e il caro-carburanti e un primo intervento sul cuneo fiscale, in attesa di varare una misura strutturale in legge di bilancio. Ci sarà molta carne al fuoco in Parlamento per il governo Draghi all'indomani del test delle elezioni comunali, in attesa dei ballottaggi del 26 giugno. L'esito delle urne avrà inevitabili ripercussioni nelle commissioni e nelle Aule di Camera e Senato. Ci sono diversi nodi potenzialmente divisivi, sui quali i partiti potrebbero riposizionarsi guardando alle elezioni politiche del 2023, puntando su temi che rilancino l'identità di ciascuno. Nel dibattito tornano con forza le cartelle fiscali, le pensioni e il salario minimo. Sul tavolo le scadenze del Pnrr e l’avvio del cantiere della manovra di bilancio, che l’Esecutivo deve varare entro metà ottobre. Sul quadro pesano le incertezze che mettono famiglie e imprese sotto pressione: il protrarsi della guerra e il contraccolpo sulla crescita economica se dovesse esserci il blocco delle importazioni di gas dalla Russia, l'inflazione galoppante, lo stop programmato del Quantitative easing e l’incremento dei tassi deciso dalla Bce. Una mossa che avrà di fatto un impatto sui costi dell'alto debito pubblico italiano e che già si è fatta sentire sul fronte dello spread. Il decreto Aiuti 2 sarà un banco di prova nei rapporti tra un Esecutivo che vuole rilanciare la crescita tentando di non ricorrere allo scostamento di bilancio e partiti sempre più in campagna elettorale.
La prima patata bollente da gestire in Senato è la riforma dell'ordinamento giudiziario e quella del Csm su cui restano le perplessità di Lega e Italia Viva (che si è astenuta alla Camera) e su cui inciderà la diversa consistenza dei gruppi dopo un via libera sofferto di Montecitorio. Domani ci sarà un vertice di maggioranza con i ministri Cartabia e D'Incà mentre il Carroccio ha già detto che non intende ritirare i propri emendamenti. In commissione Attività produttive di Montecitorio inizia l'iter del ddl concorrenza. Il Senato è intervenuto su una ventina di articoli e il provvedimento è stato approvato solo dopo un aut aut di Draghi e con una mediazione mal digerita dalla Lega e da Fi che ha rinviato ai decreti delegati e quindi allo stesso governo la decisione sul calcolo degli indennizzi ai balneari. Ai deputati sono stati riservati alcuni nodi, come il trasporto pubblico locale e Ncc, che riaccenderanno gli animi. Il 20 giugno approda in Aula, dopo un percorso accidentato, la delega fiscale: contiene la riforma del catasto da sempre osteggiata dal centrodestra (norma poi annacquata per superarne le resistenze) e l'articolo 2 sull'Irpef che, secondo Leu, nella nuova versione conferma di fatto lo status quo, cristallizzando le ingiustizie del sistema fiscale. L'appuntamento del 21 giugno sulle comunicazioni di Mario Draghi in vista del Consiglio Ue del 23 e 24 giugno sull'Ucraina, non dovrebbe invece riservare sorprese perché si lavora ad un testo di maggioranza che dovrebbe consentire di far rientrare i mal di pancia di M5S e Lega sull'invio delle armi.
Sul fronte più squisitamente politico schieramenti e partiti al loro interno fanno i conti con i risultato ed effetti del primo turno delle Amministrative. Saranno 13 i ballottaggi dei capoluoghi. Finora 9 sindaci sono andati al centrodestra, a cui si può aggiungere Messina in cui ha vinto il candidato di una lista civica che fa riferimento al centrodestra. Tre i sindaci al centrosinistra. Palermo ha cambiato colore, passando al centrodestra, cammino inverso per Lodi.
Nei 971 Comuni al voto domenica scorsa il dato politico più rilevante è il sorpasso, anche al Nord, di Fratelli d'Italia sulla Lega, in particolare nelle grandi città. Il Partito Democratico è la lista più votata, soprattutto nelle grandi città. Flop del Movimento Cinque Stelle che porta a casa percentuali tra il 2 e il 4%. Risultati che sembrano destinati a cambiare gli equilibri nelle coalizioni in vista delle Politiche del prossimo anno.
Giampiero Guadagni

( 14 giugno 2022 )

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