Martedì 25 gennaio 2022, ore 17:12

Quotidiano di informazione socio‑economica

Quirinale 

La nebbia all’irto Colle 

Arriverà martedì, da parte del presidente della Camera Fico, la convocazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Secondo le indiscrezioni della vigilia, la prima votazione dovrebbe essere fissata per il 24 gennaio. Pare certo che non potrà esserci più di una votazione al giorno. La recrudescenza del contagio rende difficile organizzare le operazioni di voto, a cui saranno chiamati 1008 tra deputati, senatori, senatori a vita e rappresentanti delle regioni. Per evitare assembramenti, i tecnici di Montecitorio potrebbero organizzare il voto a fasce orarie, con tempi allungati dalle operazioni di sanificazione dell'Aula di Montecitorio; e non è del tutto escluso che si considerino soluzioni alternative ai catafalchi, ossia le cabine elettorali, per conciliare le esigenze di segretezza e igiene.
L’incognita Covid può pesare molto, non solo per le modalità del voto, ma anche per la scelta del nuovo inquilino del Colle più alto, in combinato disposto ed eventuale con quello di Palazzo Chigi. In questo momento i candidati con più possibilità sono l’attuale premier Mario Draghi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi (che potrebbe entrare in partita dalla quarta votazione). E in campo c’è anche l’appello, firmato da intellettuali e artiste, perché dopo dodici uomini il prossimo Presidente sia una donna.
Insomma, tutto rimane avvolto nella nebbia come il Quirinale e tutta la Capitale la sera del 31 dicembre, al momento dell’ultimo discorso di fine anno di Sergio Mattarella.
Un discorso salutato dall’unanime apprezzamento delle forze politiche: sia pure da angoli visuali diversi e con diversissime prospettive, tutti hanno riconosciuto al capo dello Stato il suo ruolo di guida autorevole del Paese in sette anni difficili, costellati, nell’ultimo tratto, dal dramma della pandemia.
Un grazie al Presidente Mattarella anche da tutte le parti sociali per un messaggio di grande umanità, fiducia, speranza. Uno stimolo forte ad affrontare con unità e coesione sociale i problemi del Paese, a cominciare dalle morti sul lavoro, l’esclusione dei giovani, la precarietà, le diseguaglianze.
Giampiero Guadagni

( 3 gennaio 2022 )

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