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Election day 

Referendum, netta vittoria del Sì 

Gli italiani hanno dunque deciso: il Parlamento avrà meno componenti. I deputati scenderanno da 630 a 400; i senatori da 315 a 200. Un voto a larghissima maggioranza, due terzi di coloro che si sono recati alle urne.
Un esito sostanzialmente scontato, che dovrebbe però aprire una stagione di reali e complessive riforme istituzionali, a partire dalla nuova legge elettorale e dal superamento del bicameralismo paritario. E in una fase così difficile, servirà il contributo di tutte le forze politiche; e naturalmente anche quello di tutte le parti sociali per le materie che competono loro.
Era atteso anche il voto delle regionali. Vittoria bulgara per il leghista Zaia in Veneto; chiarissimi successi anche per De Luca (centrosinistra) in Campania; e Toti (centrodestra) in Liguria. Il centrodestra, con Acquaroli, si afferma anche nelle Marche.
In bilico, al momento in cui scriviamo, i risultati in Toscana (dove Giani, centrosinistra, è in leggero ma significativo vantaggio); e soprattutto in Puglia, dove c’è un vero e proprio testa a testa tra il governatore uscente Emiliano e lo sfidante Fitto.
Quanto alle principali comunali: a Venezia Brugnaro (centrodestra) si conferma sindaco; a Reggio Calabria risultato ancora incerto.
Un’importante sottolineatura: il Covid non ha fermato l’Election day: l’affluenza ha infatti superato il 53% .
Toccherà ora a partiti valutare le eventuali conseguenze del voto degli italiani. Al netto di tensioni interne agli schieramenti, la legislatura sembra destinata a non avere particolari ripercussioni direttamente da questo passaggio elettorale. La scadenza naturale è il marzo 2023.
Nella tarda primavera del prossimo anno è in programma un'altra tornata di elezioni amministrative cruciali: si eleggeranno i sindaci delle principali città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino. La data successiva più importante è l’inizio del semestre bianco. Il presidente Mattarella è stato eletto il 31 gennaio 2015 ed ha giurato il 3 febbraio 2015, quindi dal 3 di agosto del prossimo anno non potrà sciogliere le Camere, come prevede la Costituzione all'articolo 88. A gennaio del 2022 si terrà quindi l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. E nei primi commenti al referendum uno dei temi affrontati è se il Parlamento ridotto di numero abbia titolarità per scegliere il nuovo capo dello Stato.

( 21 settembre 2020 )

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