Lunedì 16 marzo 2026, ore 7:33

Pubblico impiego

Da Cdm via libera alla Pa digitale

La ministra Madia anticipa i tempi sulla Pa digitale. Il Consiglio dei Ministri ha dato infatti il via libera al domicilio digitale, l'indirizzo online a cui ogni cittadino sarà raggiungibile dalla Pubblica Amministrazione. Il governo ha dunque deciso di non aspettare la piena funzionalità dell'Anagrafe unica della popolazione residente. Chi vorrà potrà subito attivare il domicilio come posta elettronica certificata o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue.

Oltre al decreto correttivo della riforma Madia, contenente le nuove regole sul digitale, dal Cdm è arrivato l’ok preliminare anche agli due provvedimenti, sempre correttivi sull’assorbimento del Corpo forestale nei carabinieri e sul riordino dei porti: testi che contengono solo modifiche tecniche rispetto alle versioni originali dei provvedimenti già in vigore.

Il decreto sulla Pa digitlae consentirà, a regime, risparmi per 250 milioni annuie. Grazie al domicilio digitale verranno infatti gradualmente azzerate le spese postali. Grazie al nuovo indirizzo via Internet, 2le Pa non dovranno più sostenere i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei, né altri costi, diretti (carta, toner, buste, etc.) e indiretti (costo del lavoro, tempo per attività manuali, tempo impiegato dal destinatario in caso di assenza per recuperare una raccomandata, etc.)”, si legge nella relazione tecnica al decreto Madia. Di contro però la nuova infrastruttura tecnologica avrà un costo di “circa 200 mila euro per il 2018 e il 2019”, a carico dell'erario, per le attività di manutenzione ed erogazione del servizio.

Sempre sul fronte del pubblico impiego, i sindacati rilanciano l’allarme sulle partecipate e chiedono “un incontro urgente” alla ministra Madia sulla “questione occupazionale legata alla fase di razionalizzazione” delle partecipazioni pubbliche: i piani per i tagli e i conseguenti elenchi delle eccedenze dovranno essere infatti pronti per la fine del mese. È atteso inoltre un decreto ministeriale per la gestione delle problematiche occupazionali.

( 8 settembre 2017 )

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