Lunedì 6 dicembre 2021, ore 16:32

Quotidiano di informazione socio‑economica

Pa 

Innovare la Pa per cambiare il Paese 

Innovare la Pa per cambiare l’Italia, cominciando con lo spendere e gestire bene le risorse del Recovery. E’ questo l’obiettivo del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale che sarà lanciato domani a palazzo Chigi dal ministro Brunetta e dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri. La Pa, ha spiegato Brunetta, “dopo anni di depauperamento deve dotarsi di personale tecnico e amministrativo adeguato per gestire, rendicontare e rendere operativi i progetti del Recovery Plan”. “La ricostruzione di questo dopoguerra da pandemia - ha aggiunto il ministro - deve partire dal capitale umano pubblico. Bisogna abbandonare l’epoca dei blocchi del turnover, dei tetti riferiti a indicatori anacronistici, delle rigidità contrattuali”.
La situazione, dopo anni di blocco del turnover e nessun piano assunzionale coraggioso, resta critica. Nella pubblica amministrazione l’età media è di 55 anni, gli under 34 sono solo il 2% e le competenze prevalenti sono quelle giuridiche. Mentre mancano tecnici, economici, ingegneri e tutte le altre professionalità necessarie per utilizzare in modo rapido ed efficiente le risorse del Next Generation Eu.
Per innovare la Pa, Draghi punta sulla coesione sociale, sulla partecipazione dei lavoratori, rappresentati dai sindacati. La missione affidata al pubblico impiego sarà quella di volano dello sviluppo. Cosa che i sindacati chiedono e rivendicano da anni. Forse i tempi sono maturi, anche grazie al Recovery. I dipendenti pubblici sono chiamati a contribuire a questa missione. Servono nuove competenze ma anche formazione e aggiornamento degli organici attuali. Sarà sicuramente promosso un ricambio generazionale più veloce dentro la Pa. Su questo fronte si studiano forme di inserimento rapido dei giovani. Per cominciare si avvieranno assunzioni (a tempo, fino al 2026) di tecnici e professionisti. Il loro innesto arriverà attraverso selezioni veloci, dunque bypassando i concorsi con procedure complesse. Brunetta ha parlato di una possibile modifica dei sistemi di reclutamento nella Pubblica amministrazione e della messa a punto di percorsi specifici per selezionare gli specialisti destinati all’attuazione degli investimenti del Pnrr.
Ma si punta anche ai concorsi. Il 2 marzo ne è stato annunciato uno per 4.536 posti. Ma nel piano c’è anche lo sblocco delle procedure già avviate. Il Governo vuole spingere e accelerare, anche a fronte di un pressing molto forte dei Comuni, dove gli organici sono al limite. Negli scorsi giorni l’Anci ha diffuso un documento con un bilancio in rosso, che parla di 117mila dipendenti pubblici persi in dieci anni. Figure fondamentali per la quotidianità delle realtà locali, come i vigili. Lo sblocco e il rinnovo dei contratti sono dunque punti che possono saldare l’asse governo-parti sociali.
L'auspicio dei sindacati, come sottolinea il segretario generale Cisl , Luigi Sbarra, è che “si possa trovare una intesa importante che delinei una svolta in tutta la Pubblica amministrazione”. “Valorizzare il lavoro pubblico - sottolinea Sbarra -, puntare sull'innovazione, la formazione, la digitalizzazione, rinnovare i contratti pubblici, regolare lo smart working con la contrattazione ed assumere giovani preparati. Questi sono i nostri obiettivi prioritari”.
Se consideriamo che nei prossimi anni, gli organici della Pa perderanno 500mila lavoratori, si capisce quanti investimenti e interventi strutturali siano necessari. Il Patto per la Pa è un primo passo. Ma, su questo fronte, il Governo è partito con il piede giusto.

Ilaria Storti

( 9 marzo 2021 )

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