La prossima settimana nuovo round tra Governo e parti sociali su appalti ed emergenza caldo. Pirulli (Cisl): ora arrivare a scelte strutturali e condivise
La presidente Brancaccio: nelle opere pubbliche 90% di appalti senza vera concorrenza. Pelle (Filca Cisl): aumentare la qualità dei lavori riducendo gli affidamenti con minor costo
Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto che contiene le norme sulle semplificazioni e sulla governance. Sbarra (Cisl): giusta mediazione su appalti e subappalti. La mobilitazione del sindacato continua
Il presidio di Cgil Cisl Uil davanti Montecitorio: l'Italia riparte solo con lavoro stabile e sicuro. Con il Governo più vicini sugli appalti, ancora distanze sui licenziamenti.Il Cdm vara il decreto
Per i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti non è stata una situazione di crisi o la mancanza di lavoro a determinare i licenziamenti ma una scelta precisa del Miur e del Governo. Di fatto non è stato avviato alcun confronto di merito
Lo sciopero è stato indetto dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti e sarà supportato da un presidio a Roma in Piazza Montecitorio. Alla base della protesta i numeri delle assunzioni dirette: 11.236 a fronte dei 16.019 attualmente occupati. Se non si interverrà entro i prossimi 2 mesi oltre 4mila persone si troveranno a rischiare il posto di lavoro
Per i sindacati il processo di internalizzazione deve essere realizzato nei tempi previsti. In ogni caso è necessario attivare un tavolo di confronto con il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio e ministeri interessati finalizzato ad individuare una soluzione per la continuità occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti
Così si legge nel documento unitario depositato da Cgil, Cisl e Uil in commissione Lavori Pubblici del Senato in occasione dell'indagine conoscitiva sull'applicazione del codice dei contratti pubblici
Protagonista assoluto della fotografia contemporanea in mostra a Palazzo Citterio a Milano
Un breve saggio del grande scrittore che evidenzia come in fondo la storia sembra ripetersi, senza grandi vie di uscita
Lo chiamavano «le peintre du bonheur», il pittore della felicità. Renoir scelse ostinatamente la luce, la grazia del sentimento, l’intimità
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