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Welfare

Sanità, è di nuovo allarme risorse

Dopo due anni di pandemia che hanno portato la sanità in primo piano e in cui in molti si sono accorti degli effetti nefasti delle politiche dei tagli lineari, la sanità rischia di uscire dai riflettori. Ma il sistema ha ancora bisogno di riforme e di risorse. Secondo il consigliere scientifico del ministero della Salute per la pandemia da Covid-19 Walter Ricciardi, le risorse “mancano completamente”. Le Regioni quantificano l’ammanco in 15 miliardi. Cifra che deriva da quanto scritto sulla Nadef, che fissa un rapporto Pil/spesa sanitaria in calo fino al 6,1% nel 2025. La conseguenza è l'impossibilità di assumere personale (già carente) e, anche alla luce del caro energia, di far andare avanti la macchina. I governatori sottolineano la necessità di tenere in considerazione il “livello del fabbisogno sanitario nazionale, i maggiori costi delle fonti energetiche”, una “riforma della medicina territoriale” e gli investimenti. “In Toscana - sottolinea il presidente regionale Eugenio Giani - paghiamo solo per le bollette degli ospedali e dei centri sanitari 200 milioni in più, quindi è necessario che nei primi interventi del governo ci sia questa attenzione, altrimenti saltano i sistemi sanitari delle Regioni”. 
La mancanza di risorse rischia di rendere praticamente impossibile attuare la riforma del territorio disegnata dal decreto ministeriale 77 e prevista dal Pnrr. Senza personale, per fare un esempio, le Case della Comunità saranno vuote. C’è poi l'enorme problema storico delle liste d'attesa, che si è aggravato con la saturazione degli ospedali legata al Covid. Senza persone aggiuntivo non si può potenziare l’offerta per smaltire l'arretrato e, in generale, per soddisfare una domanda, crescente, vista la demografia del Paese. 
Il tema delle risorse, dunque, è il primo scoglio per neo ministro Schillaci, che eredita una situazione peggiore di quella lasciata in altri comparti. Il governo uscente, secondo Ricciardi, non ha preventivato nuove risorse adeguate. “Servono 5 miliardi all'anno per i prossimi 4 anni - aggiunge il consigliere de ministero -. Non è una spesa impossibile, basti considerare che per il superbonus si sono spesi 37 miliardi. Sarebbe bastato mettere 5 miliardi da parte togliendoli al superbonus ad esempio. Ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di togliere i soldi da altri capitoli e metterli sulla sanità”. 
Certo, ci sono gli investimenti nel Pnrr sulla sanità ma si tratta di soldi che andranno sono soprattutto alle strutture e non al personale. Soldi comunque benedetti perché, evidenzia Ricciardi, “il 60% degli ospedali italiani non è a norma in materia antisismica, ad esempio”. Ma gli ospedali hanno bisogno anche di organici. C'è bisogno di assumere, ma anche che le università “sfornino” più medici. Non solo. C’è bisogno di fermare la fuga di personale all'estero. Negli ultimi 5 anni, secondo i dati sindacali, i trasferimenti di medici in altri paesi sono sestuplicati. 
Ilaria Storti

( 26 ottobre 2022 )

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