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Manovra

#dalleparoleaifatti

di Stefania Olivieri

Lavoro, ambiente, giovani, fisco, pensioni: è ora di passare dalle parole ai fatti! Dalle tribune, platea, palco del forum di Assago, oltre 13 mila lavoratori e lavoratrici riuniti per l'assemblea nazionale di Cgil, Cisl e Uil lo hanno ribadito con forza ieri mattina. Discontinuità nei fatti è stata la parola d'ordine della mattinata. Certamente, rispetto al governo Conte 1, Cgil, Cisl e Uil hanno registrato un cambio di passo. Ma non sono affatto intenzionati ad abbassare il livello della mobilitazione. “Vorremmo che insieme al clima cambiassero anche i numeri – ha detto la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan -. In base a quello che accadrà in questi giorni, a come verrà scritta la Finanziaria, decideremo se la nostra mobilitazione continua o se diventerà una festa”. Intanto, il 16 novembre, confederazioni e categorie saranno in piazza coi sindacati dei pensionati per la rivalutazione delle pensioni. “Il Conte 1 aveva definito i pensionati ’gli avari di Moliére’, dal Conte 2 - ha sollecitato Furlan - vogliamo che dimostri la discontinuità sbloccando la rivalutazione delle pensioni”.

Tanti i delegati Cgil, Cisl e Uil che si sono alternati sul palco con i segretari generali delle tre confederazioni. Hanno ribadito le richieste dei lavoratori e dei pensionati, rivendicando attenzione reale ai concreti problemi delle persone, per dare nuove prospettive al Paese. “Noi lavoratori vogliamo ricostruire qui l'Italia – ha detto Marco Ceriani, delegato Fit Cisl in Trenord -. È un progetto ambizioso, per qualcuno forse irrealizzabile. Ma tutti insieme possiamo farcela”. Giulia Ranieri, delegata Cisl al Cnr, ha ricordato le enormi difficoltà dei giovani che vogliono dedicarsi allo studio e alla ricerca per l'innovazione. “Tanti ministeri si occupano della ricerca, ma sono sempre molto distratti - sottolinea -. Non lo sono altrettanto quando devono effettuare nomine. Non stupiamoci se i giovani cercano lavoro all'estero. Ai ragazzi servono opportunità di lavoro, non forme di assistenzialismo”.

Giovani che pagano un prezzo troppo alto alla precarietà del lavoro, lo ha ricordato anche la segretaria generale della Cisl. “La prossima Finanziaria - ha detto Furlan - pur nelle ristrettezze deve dare segnali forti di discontinuità, su università, innovazione, ricerca, impresa 4.0. I nostri giovani hanno bisogno di prospettive”. Così come hanno bisogno di risposte concrete 12mila lavoratori pubblici i attesa del rinnovo del contratto. “L'anno prossimo deve essere l'anno dei contratti, con risorse vere - ha detto Furlan - a partire quei 370mila precari della pubblica amministrazione che hanno il diritto di avere finalmente un lavoro stabile”. Nel suo ampio intervento, la segretaria generale della Cisl ha sollecitato lo sblocco delle infrastrutture. "Bisogna sbloccare finalmente gli 80 miliardi già stanziati sulle opere infrastrutturali - ha ricordato - e poi vogliamo una riforma fiscale che metta al centro il lavoro”. Il taglio al cuneo fiscale, ha scandito, “è un primo segnale importante, ma un taglio di 2,5 miliardi è una cifra che deve essere irrobustita”.

In tema di fisco, il segretario generale Uil, Carmelo Barbagallo, ha ricordato che ”se si recuperasse il 50% di evasione sull'Iva, pari a 48 miliardi, se ne sterilizzerebbe automaticamente l'aumento”. Secondo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha chiuso l'assemblea, per ridurre il cuneo fiscale è necessario rimodulare le risorse esistenti. ”Oggi è più bassa l'aliquota sull'utile di un'impresa di quella dell'Irpef del lavoratore dipendente. Per questo - ha aggiunto - è assolutamente necessario che le parole discontinuità e cambiamento le persone le tocchino con mano nella loro busta paga”.

( 9 ottobre 2019 )

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