Domenica 14 agosto 2022, ore 12:05

Infrastrutture

Dopo due anni di stop riparte l’osservatorio Tav

Dopo due anni di stop, a causa della pandemia, è tornato a riunirsi, a Torino, l’Osservatorio Tav per l’asse ferroviario Torino-Lione. L’ultimo incontro si era svolto il 19 febbraio 2019. Da allora sono intervenute però alcune importanti novità. La prima riguarda la guida dell’ente, affidata dal 22 febbraio di quest’anno al nuovo presidente Calogero Mauceri; la seconda è rappresentata invece dal ritorno del Comune di Torino tra i decisori politico-istituzionali dell’Osservatorio, dopo l’uscita voluta dall’ex sindaca pentastellata, Chiara Appendino.

Il presidente Calogero Mauceri, riunendo il “Nuovo Osservatorio”, che fin dalla sua istituzione (2006) ha la finalità di favorire la partecipazione del territorio alle attività di analisi, elaborazione, condivisione e confronto durante le fasi di realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, ha voluto dare la sua impronta, creando dei gruppi di lavoro tematici. I tavoli specifici saranno cinque: “Legalità, trasparenza e corruzione; Ambiente e sostenibilità; Sviluppo economico sociale e territoriale; Comunicazione e informazioni con il territorio e Sostenibilità cantieri tratta transnazionale”. 

“Si avvia - ha spiegato il presidente Mauceri - un nuovo corso dell’Osservatorio, con l’obiettivo di informare in modo chiaro, completo e trasparente tutti i soggetti coinvolti, fornendo le risposte utili ai cittadini, alle Istituzioni locali e alle comunità interessate dall’opera la cui realizzazione deve essere compatibile e sostenibile anche sul piano sociale, con interventi di sviluppo economico-sociale e territoriale che ne assicurino la sostenibilità”. 

Intervenendo alla riunione dell’Osservatorio - che si è svolta nel capoluogo piemontese alla presenza dei rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti, dai ministeri competenti alla Regione, dalla Prefettura al Comune, passando per i sindacati e le parti datoriali - Mario De Lellis, della Filca Cisl di Torino-Canavese ha detto che “solo con il dialogo è possibile ottenere i miglior risultati per tutti: lavoratori, aziende, collettività”. Il sindacalista della Filca Cisl ha anche lanciato la proposta di un portale pubblico, quindi accessibile a tutti, nel quale siano inseriti gli appalti: “La trasparenza - ha aggiunto De Lellis - è sicuramente il primo passo verso la legalità e il rispetto delle norme, e il portale avrebbe il merito di coinvolgere tutti i cittadini, in una sorta di operazione di legalità che avrebbe numerosi vantaggi sulla realizzazione delle opere”. 

Nel corso della seduta dell’Osservatorio è stato presentato anche l’accordo 'Una rete per la Valle di Susa' tra Regione Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro e Telt finalizzato a intercettare le professionalità necessarie alle imprese impegnate nell’opera, fornendo tutte le necessarie tipologie di percorsi formativi. A tale scopo saranno aperti dai Centri per l’impiego di Susa, Rivoli e Chivasso due sportelli dedicati. Dal 2023 a fine cantieri si creeranno infatti circa mille posti di lavoro e servirà, secondo le stime della regione, il 60% di manodopera impiegata nello scavo meccanizzato e nella logistica interna (minatori, addetti alla fresa, elettricisti), il 20% di figure della logistica esterna (autotrasportatori, addetti agli approvvigionamenti), e il restante 20% di quadri, impiegati e personale tecnico. Obiettivo dell’accordo è quello di formare, attraverso gli istituti scolastici, il sistema universitario e gli enti specializzati, il personale da impiegare nei cantieri Tav che si apriranno in Val di Susa. 

Rocco Zagaria

( 5 agosto 2022 )

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