Venerdì 3 dicembre 2021, ore 13:58

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Dossier Piemonte, domani vertice a Palazzo Chigi

Egregio Presidente, come rappresentanti delle Istituzioni, del mondo imprenditoriale, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e della società civile di Torino e del Piemonte, prendendo spunto dalla recente decisione sulla localizzazione della futura Gigafactory di Stellantis, chiediamo un incontro per confrontarci sui presupposti e le azioni necessarie ad una rapida ripartenza economica del nostro territorio”.
Inizia così la lettera congiunta di 13 rappresentanti di istituzioni, sindacati e imprese torinesi e piemontesi indirizzata al premier Mario Draghi all’indomani dell’assegnazione della gigafactory di Stellantis a Termoli. Tra i firmatari della lettera anche i segretari generali di Cisl Piemonte e Fim Torino-Canavese, Alessio Ferraris e Davide Provenzano.
La missiva di istituzioni, imprese e sindacati locali esprime tutte le preoccupazioni del capoluogo - dichiarato area di crisi complessa per le tante chiusure aziendali degli ultimi anni e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro e della regione che si trova a fronteggiare una situazione di incertezza, in modo particolare nel settore dell’automotive.
La risposta del presidente del Consiglio non si è fatta attendere e nel giro di pochi giorni ha fatto partire la convocazione a Palazzo Chigi. A questo primo incontro, che si svolgerà domani pomeriggio, saranno presenti solo il presidente della Regione, Alberto Cirio, e la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Il premier ha promesso al governatore piemontese che a ottobre, dopo le elezioni amministrative, sarà sotto la Mole per incontrare i vertici delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati.
E proprio in vista del vertice Cirio e Appendino hanno promosso una videoconferenza con gli altri rappresentanti del mondo imprenditoriale e delle organizzazioni sindacali per raccogliere le diverse istanze. Un giro di voci per mettere a punto, in un dossier condiviso, le richieste di Torino e del Piemonte al premier. 
Insieme ai temi dell’aerospazio, dell’idrogeno e dell’intelligenza artificiale, c’è quello dell’automotive, settore che potrebbe pagare il prezzo più alto della transizione ecologica, con la scomparsa di aziende e posti di lavoro. In Piemonte operano circa 750 imprese dell’indotto auto, il 35% del comparto nazionale, con oltre 70 mila occupati tra lavoratori diretti e indiretti e un fatturato che prima della pandemia era di 50 miliardi di euro (il 40% di tutta la componentistica italiana).
“L’attrattività della nostra regione - spiega il segretario generale Cisl Piemonte, Alessio Ferraris - dipenderà da come realizzeremo la progettualità prevista dal nostro Pnrr, ma la tenuta occupazionale è anche legata al futuro dell’automotive in Piemonte. Il Governo si deve impegnare a concludere positivamente, anche in Senato, l’iter del decreto 73 del 25 maggio 2021 che prevede l’istituzione della Fondazione del Centro Italiano di ricerca per l’automotive. Così come è importante mantenere a Torino il Centro Nazionale per l’intelligenza artificiale”.
Per il segretario generale della Fim Cisl, Davide Provenzano: “L’auto e l'aerospazio sono due settori imprescindibili per Torino e il Piemonte. Serve rifinanziare il Fondo nuove competenze poiché è stato uno strumento di politiche attive molto utile nella transizione attuale. A Draghi chiediamo una forte azione, anche con i fondi del Pnrr, per fermare il lento declino del territorio a cui stiamo assistendo. Servono strumenti innovativi - conclude - perché la crisi non può essere scaricata solo sui lavoratori”.
Rocco Zagaria
 

( 26 luglio 2021 )

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